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Balzo inaspettato della disoccupazione Usa, le Borse tremano

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Gli Stati Uniti tornano a fare i conti con segnali di recessione e tanto basta alle Borse per rivedere fantasmi mai del tutto messi da parte. La svolta alle 14.30 quando dagli Stati Uniti sono arrivati dati occupazionali che hanno sorpreso per l’impennata del tasso di disoccupazione, salito al 5,5%, registrando il maggior incremento mensile da oltre 20 anni. Via libera quindi alle reazioni dei mercati, con le Borse in picchiata e l’euro che ha ripreso a volare nei confronti del dollaro.


In maggio il tasso di disoccupazione ha infatti raggiunto negli Stati Uniti il 5,5%, mettendo a segno il maggior incremento dal 1986. Un dato inoltre del tutto inaspettato: in aprile l’indicatore si era fermato al 5% e le attese erano poste al 5,1%. Il tasso disoccupazione è così tornato ai massimi da ottobre 2004. I posti di lavoro nei settori non agricoli sono diminuiti di 49mila unità, il quinto calo mensile consecutivo. Da inizio anno l’economia ha perso 324mila posti di lavoro. I disoccupati ammontano a 8,5 milioni. La perdita di posti più significativa si è registrata nell’immobiliare e nella grande distribuzione. C’è stata anche una revisione verso il basso di 15mila unità dei dati riferiti ad aprile.

 

Accesa la reazione delle Borse mondiali. Le Piazze del Vecchio continente hanno accelerato verso il basso, viaggiando nel momento in cui si scrive sui minimi di giornata, con perdite ovunque superiori al punto percentuale e mezzo, ma che a Zurigo raggiungono anche il 2,5 per cento. A Milano l’S&P/Mib cede il 2,34% a 31780 punti, con perdite superiori ai 4 punti percentuali per alcuni finanziari come Bpm, Banco Popolare, Fondiaria Sai e Mediolanum. In positivo solo alcuni titoli legati al tema dell’energia come Saipem e Tenaris, che beneficiano della ritrovata forza del greggio, giunto nel pomeriggio a rivedere anche i 134 dollari. Le cose non vanno meglio a Wall Street, con il Dow Jones che cede oltre il 2%, il Nasdaq in calo dell’1,67% e lo S&P500 che arretra dell’1,81%.

 

Fortissime anche le reazioni sul mercato valutario, dove i dati statunitensi hanno fatto da propellente al cross euro dollaro. In scia al dato la valuta continentale ha messo a segno un repentino apprezzamento fino a sfondare quota 1,57. Precedentemente alla diffusione del dato il rapporto tra le due divise oscillava poco sotto quota 1,56.