Baldi: il trading dal vivo all'ITForum di Rimini è da sempre una grande scuola

Inviato da Marco Barlassina il Lun, 31/03/2008 - 17:44

Assistere al trading dal vivo tenuto dai migliori trader italiani all' ITForum di Rimini è da sempre una grande scuola, parola di Claudio Baldi.

Claudio Baldi, scalper professionista, relatore e autore di vari libri editi da Trading Library, si occupa di reportistica di settore per riviste e siti specializzati.

Domanda: Claudio, per prima cosa vorrei un tuo punto di vista generale sui mercati. Momenti di incertezza (o peggio) come questi attuali sono quelli nei quali i risparmiatori si interrogano sul "modo giusto" di valutarli e utilizzarli. Ci dici, a ruota libera, qual è il tuo pensiero al riguardo, non come scalper ma come esperto di mercato in generale?
Risposta: Tutti i rialzi sono seguiti da ribassi. Storicamente i cicli di Borsa ci sono sempre stati, ma ultimamente tendono ad essere più brevi perché i mercati sono diventati, grazie a internet, globalizzati e facilmente raggiungibili. Ognuno dal proprio computer di casa può comprare e vendere quasi senza soluzione di continuità in qualsiasi parte del mondo. L'investitore deve adeguarsi e stare molto più attento per non farsi travolgere da repentini ribassi come quello attuale in cui in pochi mesi rischiano di venire annullati quattro anni di rialzi. Per non spaventarsi è necessario uscire al momento opportuno e per farlo bisogna cogliere i segnali della fine del trend il più velocemente possibile. Tenere testardamente posizioni aperte non ha senso. Il trader esperto sa uscire per poi eventualmente rientrare. Bisogna intendere il trading come una vera e propria attività imprenditoriale in cui niente è lasciato al caso.

D.: Al di là della tua attività di trader, guardando i movimenti dei mercati degli ultimi mesi, cosa ti senti di dire a chi decidesse di iniziare adesso a fare trading in proprio?... Fare i soldi quando i mercati salgono e basta è semplice, ma la volatilità e i ribassi?... Per un esordiente è importante sapere il punto di vista dei "veterani", anche perché l'informazione finanziaria è sempre molto "estremistica", e nelle fasi di ribasso tende a dipingere la realtà sempre in modo catastrofico, e in questo modo influenza il pensiero di tutti.
R.: Grazie alle nuove possibilità di investimento le fasi di ribasso devono essere intese come delle opportunità. Aprire posizioni "corte", cioè ribassiste, è l'unica via percorribile. In questo modo i ribassi non solo non spaventano più ma diventano addirittura fonte di soddisfazioni. Vendere alto e ricomprare basso non è diverso da ciò che l'investitore tradizionale è sempre stato abituare a fare cioè comprare basso e vendere alto.

D.: rispetto a quello che si diceva sopra, il risparmiatore e l'investitore privato non specializzati e tecnici come i trader professionisti hanno alcuni strumenti per orientarsi: o l'informazione che ci tiene aggiornati con i dati di breve, o la formazione che insieme con l'esperienza crea la competenza, e, aggiungo io, la consapevolezza, che consente di utilizzare nel modo giusto le prime due. Tu cosa pensi al riguardo come ci si dovrebbe regolare?
R.: La Borsa non è più quel luogo misterioso e inaccessibile di qualche anno fa. Adesso avviene tutto alla luce del sole. Le contrattazioni passano inevitabilmente dal book di negoziazione in tempo reale. Ciò da un lato favorisce l'acquisto e la vendita di qualsiasi strumento finanziario ma dall'altro rende, se possibile, l'investimento ancora più difficile perché ci si viene a scontrare in ogni momento con i più competenti e capitalizzati trader del mondo. Oggi chiunque può avere accesso alle informazioni in modo immediato. Di conseguenza l'utilizzo di tutti gli strumenti tecnici a disposizione è diventato indispensabile per chi voglia entrare nel mercato come protagonista. Non c'è spazio per l'improvvisazione. La conoscenza dell'analisi tecnica, delle dinamiche del book e l'attenzione alle notizie sono tutti aspetti da cui non si può prescindere. È passato il tempo in cui si poteva comprare sulla scia di rumor positivi e tenere i titoli in portafoglio per anni. Adesso è necessario controllare molto più da vicino i propri investimenti e non c'è dubbio che nell'era di internet ciò sia possibile con facilità.

D.: un trader cavalca il mercato e ne è attore in prima persona, se è bravo; può andare short quando serve e quindi è meno esposto... Ma per il risparmiatore che per definizione è "lungo" le cose vanno diversamente. Cosa consiglieresti a chi normalmente il mercato "lo subisce", quali sono i correttivi pratici e psicologici per momenti di mercato incerti e volatili?
R.: Come ho già detto, per non subire il mercato bisogna imparare a sfruttarne tutti i movimenti. Il risparmiatore che per definizione è lungo si deve aggiornare e deve capire che i ribassi sono fonte di investimento come i rialzi. Dopo una lunga fase di rialzo durata quattro anni, ci si doveva aspettare, prima o poi, quanto meno una fase correttiva. Solo i più capaci sono riusciti a invertire le loro posizioni. Ma la cosa più importante sarebbe stata, prima di tutto, chiudere le posizioni long. Se non ci si sente sicuri a entrare al ribasso o a rimanere in gioco durante fasi molto volatili è meglio stare fuori e aspettare momenti più tranquilli. Almeno così si salvaguarda il proprio capitale che è la cosa più importante.

D.: Claudio, io recentemente ho intervistato decine di trader professionisti. Al di là delle tecniche e dei mercati differenti, gli ingredienti citati da tutti senza esclusione per arrivare a buone performances sono: capitale psicologico, disciplina e money management. Ci puoi dire il tuo punto di vista su questi tre aspetti?
R.: Per me è stato molto interessante assistere al trading dal vivo tenuto dai migliori trader italiani alle ultime edizioni dell'ITF. Ho visto che tutti avevano la propria tecnica, il proprio mercato, i propri titoli preferiti. In pratica ogni operatore aveva una metodologia personale diversa da quelle degli altri. Ciò che, in generale, accomuna questi trader vincenti è la gestione della posizione. Essi sanno sempre controllare il rischio tramite l'applicazione rigida dello stop loss. Deve essere evidente che nessuno, tra coloro che guadagna costantemente, supera mai la massima perdita prestabilita. Per fare ciò ci vuole disciplina, cioè il rispetto tassativo delle regole che ci si è dati. Limitare le perdite è il primo e imprescindibile passo verso il successo. Ma se è vero che lo stop loss ci garantisce questo quando il mercato ci va contro è altrettanto vero che bisogna fornirsi di una tecnica che consenta di guadagnare quando il prezzo, una volta entrati in posizione, va dalla parte desiderata. Molto spesso ci si scontra infatti con due sentimenti opposti che devono essere eliminati perché nocivi al risultato finale. Alcune volte ci si accontenta non appena si vede un buon guadagno e si chiude la posizione, salvo poi rimanere impotenti di fronte alla continuazione del movimento favorevole. Altre volte l'avidità non ci fa chiudere l'operazione al momento opportuno e molto spesso il profitto continua a diminuire fino a trasformarsi in perdita. Molti aspiranti traders vanno alla ricerca del metodo vincente, magari cercando di carpirlo dai trader più esperti proprio all'ITF, senza intendere che il vero punto di partenza deve essere il money management. A questo affascinante argomento ho dedicato il libro "Oltre il money management" pubblicato per i tipi di Trading Library e presentato proprio nell'ultima edizione dell'Italian Trading Forum. Durante la presente edizione ne proporrò il seguito che spero potrà divenire

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