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Il bailout di Freddie e Fannie spinge le Borse, ma per gli analisti il rally ha punti deboli

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E’ la fine di un’era negli Stati Uniti, quella del mercato più forte di tutto, capace di autoregolamentarsi e di autorisanarsi.


La nazionalizzazione di Freddie Mac e Fannie Mae sarà anche la fine delle disgrazie per le società finanziarie di tutto il mondo? E gli effetti positivi sui mercati che stanno spingendo le Borse europee a rialzi sopra il 3% sono destinati a non essere solo temporanei?

L’intervento del Tesoro Usa è giudicato pressochè unanimemente come una pietra angolare per la stabilizzazione del mercato immobiliare statunitense e quindi anche di quello finanziario. Meno univoche le posizioni su quale sarà il destino dei mercati finanziari.


“Non siamo in condizione di parlare di inversione di tendenza”, chiarisce Alessandro Fugnoli di Abaxbank, contattato da Finanza.com. “Il mercato – ha proseguito lo strategist – prende atto positivamente (dell’intervento, ndr) ma dovrà confrontarsi con notizie tendenzialmente negative che verranno dal fronte macro e dei bilanci. E’ una misura positiva, ma non è ancora una misura risolutiva, che un Congresso in uscita non ha la forza di prendere”. Cosa aspettarsi dunque per le prossime sedute? “Dipende dal posizionamento del mercato – chiarisce ancora Fugnoli – se c’è ipervenduto la reazione può essere più duratura, una fiammata non per forza solo di oggi”. Prova ne è che il rally odierno avviene dopo che venerdì il mercato era posizionato con un sentiment estremamente negativo.


Di stampo ancora più cauto i commenti degli analisti di Merrill Lynch, che mettono in guardia dai facili entusiasmi per il settore maggiormente sotto i riflettori nella giornata successiva al più grande salvataggio di sempre negli Stati Uniti, quello finanziario. Lo Stoxx Banks guadagna il 7,8% e quello sugli assicurativi il 6,5% con diffusi rialzi a doppia cifra tra i maggiori gruppi finanziari europei. Ebbene questa mattina Merrill Lynch ha avvertito che potrebbe essere troppo presto per essere sovrappesati sui finanziari e di ritenere che il rally del settore debba anzi essere utilizzato per vendere sulla forza. L’intervento su Fannie e Freddie anche per Merrill non costituirà dunque il punto di svolta, come non lo è stato in marzo il salvataggio di Bear Stearns e l’estensione dello sconto titoli da parte della Federal Reserve anche alla banche non commerciali. Per Merrill il catalizzatore per una outperformance sostenibile dei finanziari sarà solo la creazione da parte di Washington di un’entità designata al consolidamento del settore finanziario.


Più ottimismo in Euromobiliare. “Crediamo – scrivono in una nota gli analisti milanesi – che l`intervento sia positivo per i mercati finanziari in quanto aumentano le risorse a disposizione per le banche che emettono mutui e in quanto dovrebbero scendere i tassi ipotecari”. E proprio nell’impatto di sistema è riscontrabile l’effetto più forte dell’intervento del Tesoro Usa. I titoli originati da Fannie e Freddie sono infatti nei portafogli di quasi tutti gli investitori istituzionali del mondo per un valore di centinaia di miliardi di dollari. Questo perchè Fannie e Freddie non emettono mutui, ma li comprano, li assicurano, li impacchettano e li cartolarizzano per poi rivendere i titoli così originati.