Il bailout dell'Irlanda fa scattare le ricoperture, ma non svanisce la paura del contagio

Inviato da Alberto Bolis il Lun, 29/11/2010 - 09:59

Le Borse europee rialzano la testa dopo una settimana orribile, caratterizzata da raffiche di vendite sui listini azionari e forti pressioni sul mercato obbligazionario. Ieri è arrivato il salvataggio dell'Irlanda: un maxi prestito da 85 miliardi di euro targato Unione Europea e Fondo Monetario. Ma non solo. Diversamente dal bailout della Grecia, questa volta faranno la loro parte anche Gran Bretagna (3,8 miliardi), Svezia (600 milioni di euro) e Danimarca (400 milioni). Il governo di Dublino metterà 17,5 miliardi di euro, sciogliendo di fatto il fondo pensioni dei dipendenti pubblici. Una misura drastica che si aggiunge al piano di austerity da 15 miliardi di euro varato la scorsa settimana.

Nel dettaglio, 50 miliardi andranno a risanare le finanze pubbliche di Dublino, mentre 35 miliardi saranno usati per la ristrutturazione del sistema bancario. Il prestito sarà ad un tasso del 6% (pari all'Euribor più il 5%) e l'Irlanda dovrà pagare 5 miliardi di interessi annui per nove anni. Il piano salva Dublino è una sorta di compromesso voluto da Angela Merkel e Nicolas Sarkozy, anche se non è ancora stato definito il meccanismo permanente di aiuti che dovrebbe scattare nel 2013.

La notizia del bailout dell'Irlanda ha fatto scattare questa mattina le ricoperture sui listini azionari del Vecchio Continente, soprattutto sui titoli del comparto bancario. E così a Piazza Affari il Ftse Mib guadagna lo 0,82% a 20.006 punti, mentre il Ftse All Share avanza dello 0,76% a quota 20.659. Stessa musica per Parigi (+0,98%), Francoforte (+0,61%), Madrid (+1,19%) e Londra (+0,82%). Bene anche la piazza nipponica, con il Nikkei che ha mostrato un balzo dello 0,86% a 10.125 punti, livello massimo degli ultimi 5 mesi.

Il salvataggio dell'Irlanda non ha però scacciato i timori di un effetto contagio agli anelli più deboli della zona euro: Portogallo e Spagna. Venerdì scorso il governo di Lisbona ha approvato il budget 2011, fissando il rientro del deficit/Pil sotto la soglia del 3% entro il 2014, mentre il premier Zapatero ha assicurato che Madrid non necessita di alcun aiuto finanziario. Rassicurazioni che non hanno frenato la speculazione e, infatti, il costo per assicurarsi contro il fallimento di Spagna e Portogallo è continuato ad aumentare. Lo spread sui Cds di Lisbona a 5 anni è arrivato a 500 punti base: in sostanza l'investitore dovrebbe pagare 500 mila dollari all'anno per assicurare 10 milioni di dollari in Titoli di Stato portoghesi.

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