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Azionario, il lusso made in Italy beneficerà della crescita economica mondiale

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 Un po’ di ottimismo sull’Italia arriva dal team di gestione dei fondi Gam, secondo il quale i buoni dati macroeconomici italiani si inquadrano in un contesto europeo che si è rilevato sorprendentemente positivo nel secondo trimestre.
I gestori elencano i numeri dell’Italia: si rafforza la crescita, l’export non è più il solo fattore trainante, i consumi interni sono ripartiti, anche se mancano ancora all’appello gli investimenti sia pubblici sia privati, che dovrebbero però trarre impulso dallo sblocco delle opere cantierabili e dall’introduzione di nuove misure fiscali, tra cui l’iper-ammortamento al 250% e il piano Industria 4.0.
Il peso delle banche sul FTSE MIB
Per il mercato azionario nazionale, da un certo punto di vista l’indice – ancora lontano dai livelli pre-crisi, – riflette la situazione economica, poiché anche i principali indicatori macroeconomici non hanno ancora recuperato, appunto, i livelli di pre-crisi.
D’altro canto è necessario nell’analisi tenere conto della composizione dell’indice. “L’elevata percentuale di titoli bancari fa sì che l’indice abbia faticato a recuperare rispetto agli altri mercati europei – spiega Massimo De Palma, responsabile del team di gestione del fondo GAM Multi Asset Strategic Allocation – L’Italia sta uscendo lentamente da un lungo processo di trasformazione del settore, ancora non ultimato, con il peso dei non performing loan che si sta progressivamente riducendosi per limitare l’impatto sui bilanci. Se guardiamo invece all’indice delle mid&small cap, per loro natura più dinamiche, è riuscito a recuperare i livelli pre-crisi più rapidamente”.
Riparte il made in Italy
Dal punto di vista settoriale, secondo Gam, se proseguirà il processo di ristrutturazione e trasformazione del settore bancario – in parallelo a una progressiva normalizzazione della politica dei tassi d’interesse da parte della Banca centrale europea – potremo avere buone prospettive di recupero da parte delle aziende di molti settori, a partire dal lusso che dovrebbe beneficiare di una crescita economica mondiale sincrona. “Il turismo internazionale, quello cinese in particolare, è ripartito e questo dovrebbe generare incrementi nei fatturati”, conclude De Palma.