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Azionario 2012, il favore dei pronostici guarda ancora Oltreatlantico

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Sono pochi gli indici azionari che riusciranno a terminare il 2011 con il segno positivo. Non cercateli nel Vecchio continente però, dove il meglio che si può trovare è rappresentato dal Ftse 100. L’indice londinese è per il momento l’unico con un ribasso in cifra singola, intorno ai 5 punti percentuali. Tutti gli altri si incolonnano in una classifica che a poco più di due settimane dalla chiusura dell’anno va dal -11% del Dax, al -20% del Ftse Mib. In mezzo sta la Francia, con il Cac40 in calo del 15% a testimonianza del diverso grado di fiducia che i mercati hanno attribuito agli Stati nel corso di questo travagliato 2011.

Se volete trovare i vincitori, volgete lo sguardo a Wall Street. L’S&P500 quota in linea con i livelli di inizio anno e il Nasdaq è in leggero rialzo. Per trovare altre borse in equilibrio bisogna cercare nell’Asia emergente più emergente. L’indice thailandese e quello malese, per esempio, si mantengono nei pressi della linea di galleggiamento.

Senza andare a rovistare negli archivi delle previsioni rilasciate da analisti e uffici studi alla fine dell’anno passato, Steven Andrew, gestore del team multi-asset di M&G Investments ammette “i limiti di qualsiasi previsione dell’economia o dei mercati per il prossimo anno. I mercati sono sempre difficili da prevedere – commenta il gestore nell’outlook 2012 – sia che si tratti dell’impatto della primavera araba, del caos del credito sovrano o dei timori di una recessione globale”.

Tanto vale lanciare una moneta e vedere se esce testa o croce. Si può anche fare ma senza dimenticare che il lancio della moneta è un evento singolo senza una storia pregressa mentre, almeno per quanto riguarda i mercati finanziari, il punto da cui si riparte è noto. “Conosciamo il prezzo di oggi – precisa Andrew che prosegue – e questo dato possiamo valutarlo nel contesto dei dati reali sulla crescita dell’economia sottostante e dell’inflazione, sulla direzione delle politiche, sui vincoli strutturali e quant’altro possa essere verificato”.

Secondo il gestore di M&G il punto di partenza è, per l’asset class azionaria, decisamente basso e per tal motivo “continuiamo a pensare che l’azionario globale offra la prospettiva di ritorni superiori. Più nello specifico i mercati stanno mostrando scarso interesse per l’azionario attraverso valutazioni basse a un livello tale che anche una crescita mediocre offrirebbe con ogni probabilità una significativa crescita al rialzo a sorpresa rispetto ai prezzi attuali”.

Se la prima preferenza dell’outlook di M&G è per l’azionario, si ripropone la necessità di capire quale sia la macroarea geografica da preferire: “Continuiamo a essere più positivi rispetto a un’esposizione all’azionario USA e alle azioni di alcuni Paesi asiatici e dell’America Latina, dove troviamo un interessante mix tra prezzi, scenario politico e supporto riscontrabile dai dati economici fondamentali. All’interno dell’Eurozona, il caos politico rimane in primo piano, e l’assenza di una risoluzione concreta (dissoluzione dell’euro/unione fiscale) ci trattiene dall’obiettare in positivo ai prezzi di mercato e delle valutazioni”.