Aziende italiane: nel 2011 i ricavi vicino ai livelli pre-crisi ma crollano gli utili

Inviato da Massimiliano Volpe il Gio, 09/08/2012 - 08:58
La crisi si fa sentire sempre di più ma le imprese italiane resistono grazie soprattutto alle esportazioni. È quanto emerge da una ricerca condotta da Mediobanca su bilanci cumulati delle 2032 principali società italiane negli ultimi 10 anni. Il campione comprende tutte le aziende italiane con oltre 500 dipendenti e circa un sesto di quelle di media dimensione. L'analisi raggruppa il 51% del fatturato delle imprese manifatturiere con più di 20 addetti. Sono compresi anche dati delle principali società operanti nei settori dei servizi pubblici, dei trasporti e della distribuzione.

Dalle elaborazioni emerge che nel 2011 le vendite delle 2032 società italiane hanno recuperato un altro 9,2% dopo il +7,9% del 2010, avvicinandosi nuovamente ai valori ante crisi. Secondo Mediobanca, fatto 100 il fatturato del 2008, l'indice del 2011 ha chiuso a quota 98,9; questo dato rappresenta la media tra il 97,4 dell'industria e il 106,1 del terziario. A favorire la ripresa ha contribuito la tendenza registrata dalle esportazioni che nel 2011 sono aumentate del 18,3% (dopo il +12,4% del 2010) e l'indice con base 2008 si è portato a 107,6. E' mancato il recupero delle vendite all'interno che, dopo il progresso del 5,5% del 2011, sono ferme a 95,3 e cioè 4,7% in meno rispetto al 2008.

Secondo la banca milanese, a livello settoriale, la maggiore distanza dal fatturato del 2008 riguarda i prodotti dell'edilizia (24,4% di fatturato in meno), gli elettrodomestici e apparecchi radio-Tv (-18,7%), la stampa-editoria (-16%), il legno e mobili (-12,4%) e le costruzioni di mezzi di trasporto (-12,3%). Vi si contrappongono le crescite delle aziende operanti nelle lavorazioni di pelli e cuoio (+13,3%), nella gomma e nei cavi (+10,8%) e nei trasporti (+8,7%). Positiva anche la dinamica del comparto alimentare (+5,3%). Appaiono relativamente sostenute anche le imprese di costruzione, il cui sviluppo (13,1%) si deve essenzialmente ai lavori all'estero (+35,8%)

L'analisi della redditività evidenzia però le difficoltà a cui vanno incontro le imprese. I conti economici aggregati delle 2032 società si sono chiusi nel 2011 con un utile netto pari a 9,9 miliardi di euro, 18,4 miliardi in meno rispetto all'esercizio precedente. Si tratta del secondo valore più basso del decennio dopo quello del 2002. Il peggioramento del 2011 è venuto per una frazione minoritaria (9% circa) dal margine operativo. A questo risultato hanno contribuito soprattutto i maggiori oneri finanziari netti (5,3 miliardi, principalmente per il saldo tra maggiori oneri finanziari per 1,4 miliardi e minori dividendi incassati per 4,2 miliardi) e gli oneri netti non ricorrenti (11,7 miliardi, dovuti a svalutazioni di partecipazioni ed avviamenti). Le imposte sono rimaste invariate. Il peggioramento del risultato netto nel 2011 deriva per 9 miliardi da minori utili e per 9,4 miliardi da maggiori perdite. Delle 2032, 1472 società hanno chiuso i bilanci con 27 miliardi di utili netti mentre 560 hanno registrato perdite per 17,1 miliardi. Nelle società a controllo estero le perdite compensano il 53% degli utili, nelle imprese pubbliche la percentuale è del 59%. Nel settore privato il rapporto tra perdite e utili è del 66,1% con le medie imprese al 24,3%.

Lo studio di Mediobanca evidenzia inoltre che nel 2011 il capitale investito delle 2032 società è diminuito dello 0,2%. La riduzione dei margini operativi ha concorso al decremento del suo rendimento (Roi) dal 9,3% all'8,5%. Esso è aumentato solo in tre settori: l'alimentare e bevande (dal 9,2% al 9,5%), i beni per persona e casa (dal 6% al 6,8%) e le costruzioni (dal 6,6% all'8,3%).

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