Avvio prudente dei mercati. Banche sotto pressione

Inviato da Micaela Osella il Mar, 10/05/2011 - 09:38

E' ancora lo spauracchio Grecia a tenere a freno le Borse europee. Sui mercati prevale la cautela, mentre gli operatori guardano ancora con preoccupazione alla situazione della Grecia. Dopo le indiscrezioni del fine settimana sulla sostenibilità del piano di risanamento del bilancio pubblico greco, le agenzie di rating sono tornate ad alzare il tiro su Atene: è arrivato il downgrade sul debito governativo da parte di Standard & Poor's da BB- a B. Secondo gli esperti dell'agenzia di rating è aumentato il rischio che il paese possa procedere a una ristrutturazione del debito. Il Governo greco ha reagito duramente, accusando l'agenzia di alimentare la speculazione. Ma la situazione alimenta il nervosismo. Anche Moody's ha acceso la spia rossa: ha posto sotto osservazione il rating su Atene, adesso al gradino B1, per un possibile il downgrade. La parola paura acquista una senso compiuto guardando i rendimenti sui titoli pubblici a due anni della Grecia saliti ieri di 24 punti base al 24,81%. Mentre i credit-default swap sul debito di Atene sono saliti di 19 punti base al record di 1.360 punti, con una probabilità dunque di default nell'arco di cinque anni che sale secondo il mercato al 68%. E oggi la corsa potrebbe continuare.

Atene ha messo in in calendario un'asta di titoli di Stato, che con queste premesse si prospetta ad alta tensione. Intanto sotto pressione sui mercati finiscono le banche. A Piazza Affari Intesa è la più pesante con una flessione dell'1,14% a 2,08 euro, seguita da Ubi Banca (-0,95% a 5,77 euro), dal Banco Popolare (-1% a 1,94 euro) e da Bpm (-0,72% a 2,20 euro). Chiude il cerchio Unicredit in ribasso dello 0,55% a 1,61 euro. "Come sempre le banche soffrono delle tensioni sui debiti sovrani, che partono dalla grave crisi greca, ma estendono i loro effetti anche a Paesi dell'area Euro ritenuti fragili e potenzialmente vulnerabili alla speculazione per il livello dei rispettivi deficit e/o debito pubblici", segnalano anche oggi gli analisti di Centrosim. "Molti economisti sottolineano la necessità di procedere rapidamente a una ristrutturazione del debito ellenico, agendo in particolare sull'allungamento delle scadenze - segnalano alla sim milanese - . Ma c'è chi, come il membro del board della Banca centrale europea, Bini Smaghi, mette in guardia dai rischi per la liquidità del sistema bancario greco, che si ritroverebbe con titoli in bilancio fortemente svalutati e non stanziabili come collaterale presso la Bce, per ottenere nuovi finanziamenti".

"Anche se il segmento corporate sembra non risentire della nuova crisi dei Paesi periferici come confermato dalle emissioni effettuate ieri sul mercato dei capitali internazionale, rimane in essere il timore di contagio e la possibilità che la percezione del rischio dell'investimento sui titoli bancari si mantenga elevata". Per scongiurare un default, il governo del premier greco Papandreou ha bisogno di negoziare al più presto un nuovo piano di aiuti insieme a misure per evitare la temuta ristrutturazione del debito come una dilazione delle scadenze e riduzione dei tassi di interesse. Atene potrebbe ricevere altri 20-30 miliardi di euro in cambio di altri sacrifici fiscali e di una accelerazione del programma di privatizzazioni. Una strategist che preferisce mantenere l'anonimata azzarda che la soluzione per salvare Atene dal baratro potrebbe passare per entrambe le ipotesi in pista. Il punto fermo al momento è solo uno: l'ulteriore aggiustamento del piano di aiuti sarà discusso alla prossima riunione dell'Eurogruppo e dell'Ecofin in calendario il 16-17 maggio.

A tenere alta la soglia di attenzione sugli istituti che indossano la casacca tricolore è la stagione delle trimestrali, che per le banche entra nel vivo in questi giorni. La Banca Popolare di Milano, Mps ed Unicredit hanno in agenda il test dei conti giovedì 12 maggio. Per Intesa il giorno della trimestrale è invece in calendario venerdì 13 maggio. "Mediobanca resta il nostro titolo preferito del settore bancario italiano in questo momento in cui ci stiamo focalizzando sull'annuncio dei conti del primo trimestre. Numeri che pensiamo confermeranno una progressione degli utili minima per la maggior parte degli istituti. Mediobanca, in questo senso, dovrebbe continuare a mostrare una crescita degli utili convincente", spiegano gli analisti di Morgan Stanley nel report uscito oggi.

"Unicredit pensiamo riporterà un trend di utili forte, dopo un quarto trimestre solido, sulle indicazioni del management che si attendono una stabilizzazione del business. Il funding continuerà a rimanere la chiave principale di lettura per le banche italiane, questo trimestre non farà eccezione nonostante gli annunci di ricapitalizzazioni", segnalano ancora alla banca americana, sottolineando un rischio sugli utili nell'ordine del 5-10% per il 2011 e anche per il 2012 alla luce dell'inizio molto lento del 2010. Secondo gli analisti di SocGen invece il reale catalizzatore di breve termine sulle banche resteranno gli annunci di nuove ricapitalizzazioni. "I risultati dei primi tre mesi del 2010 potrebbero dare le indicazioni dell'abilità delle banche di tenere a bada l'incremento del costo del funding", spiega il broker. "E' troppo presto per aspettarsi del segnali di un forte recupero dalle stagione delle trimestrali".

Il mercato punta i su Piazza Cordusio. Tra le pieghe del dati di bilancio dei primi tre mesi che verranno annunciati c'è chi vorrebbe scovare indicazioni sull'eventuale aumento di capitale in vista di Basilea 3. Secondo diversi analisti difficilmente Unicredit potrà sottrarsi alla ricapitalizzazione.  Se i vincoli imposti dal Financial Stability forum proclameranno Unicredit nella lista delle istituzioni finanziarie con importanza sistematica, rivendicare il ruolo di banca commerciale non sarà abbastanza. Per quanto riguarda il capitolo conto il consensus degli analisti indica per il primo trimestre di UniCredit un utile netto in crescita a 614 milioni di euro. È quanto è stato pubblicato sul sito della banca di Piazza Cordusio, che un anno fa aveva archiviato la trimestrale dello stesso periodo dell'anno con un risultato netto di 520 milioni di euro. Il consensus indica inoltre per il primo trimestre di UniCredit, che approverà i risultati giovedì prossimo, ricavi per 6,68 miliardi di euro. Guardando invece all'intero esercizio le stime dei broker indicano un utile netto di 2,83 miliardi (1,3 mld del 2010), ricavi per 27,2 miliardi (26,3 mld).

COMMENTA LA NOTIZIA