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Avvio all’insegna della cautela per le Borse. A Piazza Affari in luce FonSai e Prysmian

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Avvio di seduta fiacco per i listini del Vecchio Continente, in attesa degli sviluppi della situazione in Nord Africa e di nuove indicazioni sulle prospettive della politica monetaria in Europa. Il consiglio di sicurezza dell’Onu ha espresso una forte preoccupazione per gli eventi che stanno interessando la Libia e ha emesso una nota dove chiede la fine immediata della violenza. Il consiglio ha inoltre chiesto alle autorità di Tripoli di accertarsi sulla sicurezza degli stranieri e di assicurare gli aiuti umanitari. Intanto le evacuazioni degli stranieri si stanno moltiplicando. Già numerosi Paesi, tra cui Francia, Germania, Olanda, Gran Bretagna, Stati Uniti e Cina, hanno reso noto di avere inviato aerei e navi in Libia per rimpatriare i rispettivi cittadini. Circa 400 italiani, su un totale di circa 1.500 presenti nel Paese, sono nel frattempo rientrati con voli di linea, mentre la Russia ha reso noto stamani l’intenzione di inviare un aereo per imbarcare 130 dipendenti della società ferroviaria Rzd e del gigante del gas Gazprom.


Sui mercati potrebbe anche arrivare qualche spunto dagli appuntamenti in calendario oggi con esponenti della Bce dopo che ieri i toni forti di alcuni membri del direttivo hanno spinto al rialzo i rendimenti sulla parte breve della curva tedesca appiattendo la pendenza del tratto 2-10 anni come non avveniva da tre settimane. La Bce ha chiarito di recente che i timori per l’andamento dei prezzi sono balzati in primo piano, da ultimo ieri per bocca del lussemburghese Yves Mersch e dell’olandese Nout Wellink. Mersch ha detto che non sarebbe sorpreso se il prossimo consiglio Bce segnalasse rischi al rialzo per l’inflazione, mentre Wellink ha spiegato che tassi all’1% diventano distorsivi a un certo punto. “Le recenti osservazioni del comitato esecutivo della Bce lasciano capire che sono preoccupati per le pressioni inflazionistiche e suggeriscono che la banca possa agire per affrontare il problema”, osserva Yuichiro Harada, analista di Mizuho Corporate Bank.

La proliferazione di dichiarazioni in merito ha alimentato le speculazioni su una stretta monetaria entro breve tempo nella zona euro, visto che i tassi di interesse più elevati sono la principale arma a disposizione di una banca centrale per domare l’inflazione. Nella prima mezz’ora Francoforte cede lo 0,3%, Londra lo 0,29% e Parigi lo 0,17%. Il Ftse All Share e il Ftse Mib dopo un avvio con il segno meno recuperano terreno e imboccano la via dei rialzi: segnano rispettivamente lo 0,11% e lo 0,19%. Sulla Borsa di Milano brilla Fondiaria-Sai sui dati preliminari dell’esercizio 2010, diffusi ieri a mercati chiusi. Il titolo del gruppo assicurativo segna un rialzo dell’1,95% a 6,80 euro, maglia rosa del Ftse Mib. Il gruppo che fa capo alla famiglia Ligresti ha archiviato il 2010 con una raccolta premi complessiva del lavoro diretto di 12,9 miliardi di euro, in crescita del 5,3% su base annua. Nei rami Danni la raccolta è cresciuta dello 0,5% e nei rami Vita i premi emessi hanno registrato un incremento del 12%.


Si mette in evidenza Prysmian (+1%), che ha raggiunto il 99% di Draka. Alcuni analisti avvertono però che nel breve potrebbe esserci un potenziale rischio overhang, principalmente legato alla quota di Flint (7,3%).Giù Fiat (-1,6%) e Fiat Industrial (-1,1%). Rialzano la testa invece i titoli degli istituti bancari con Intesa Sanpaolo e Unicredit (+1,69% entrambe). Acquisti su Bpm (+1,42%), il cui presidente Massimo Ponzellini ha affermato di non vedere la necessità nel 2011 di un possibile aumento di capitale per l’istituto. Gli operatori continuano a seguire da vicino le società che hanno esposizioni in Libia.  Le vendite interessano ancora oggi Eni (-0,75%). Ieri la società ha annunciato la chiusura del Greenstream, la pipeline che porta 8bcm (in crescita a 11 bcm) dalla Libia all’Italia. Secondo gli analisti di Equita la chiusura del Greenstream non presenta a nostro avviso un rischio strategico per le forniture di gas in Italia, visto che il sistema di approvigionamenti è sovrabbondante rispetto all’attuale consumo di gas. “Un rischio molto maggiore emergerebbe nel caso di problemi sulla pipeline dall’Algeria”, segnalano gli esperti. “L’impatto è però significativo sulla capacità di export di gas dalla Libia e quindi sulla produzione di idrocarburi di Eni”.


La Libia conta infatti per il 14% della produzione giornaliera di idrocarburi di Eni e che il 56% di questa è relativa a gas, evacuato principalmente attraverso il Greenstream. “In termini di impatti sulla redditività di Eni, l’attuale tensione sui prezzi dell’oil dovrebbe compensare le minori produzioni libiche. Uno scenario di oil price intorno a 100 dollari rispetto alla nostra attuale stima di 90 dollari avrebbe infatti un impatto positivo a parità di produzione stimato in circa il 9%. Scambiano in territorio negativo anche Ansaldo (-0,75%) e Finmeccanica (-0,88%), mentre appare stabile Impregilo (+0,09%).