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L’avvicinarsi del tapering spinge il biglietto verde

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Finale di ottava privo di particolari spunti per il mercato valutario. Dopo l’avversione al rischio innescata dai timori di un intervento militare in Siria, gli altolà arrivati da Francia e Inghilterra hanno raffreddato gli animi facendo ritracciare le valute rifugio. Lo yen ha così chiuso la settimana con un guadagno dello 0,4% mentre il franco svizzero è sceso di oltre un punto percentuale.

Discorso diverso per il dollaro che dopo un inizio di settimana sottotono ha riguadagnato terreno grazie ai miglioramenti evidenziati dagli aggiornamenti macro che aumentano le probabilità di una riduzione degli stimoli monetari da parte della Banca centrale statunitense (“tapering”). In quest’ottica saranno particolarmente importanti i dati relativi tasso di disoccupazione e nuove buste paga di agosto che la prossima settimana saranno diffusi dal Dipartimento del Lavoro.

Settimana all’insegna della debolezza per la sterlina, in rosso dello 0,7%. Il neo governatore della Bank of England, il canadese Mark Carney, nel corso della prima uscita ufficiale ha rimarcato che “se le condizioni dovessero peggiorare e la ripresa dovesse apparire inadeguata prenderemo in considerazione l’ipotesi di stimolare ulteriormente la ripresa economica”.

L’avversione al rischio da un lato e l’avvicinarsi del tapering dall’altro hanno penalizzato le commodity currencies, le valute legate all’andamento delle materie prime. Il dollaro australiano ha chiuso la settimana con un rosso dell’1,4% mentre quello neozelandese è sceso di un punto percentuale.