L’avversione al rischio torna a premiare lo Yen

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Prima ci si è messa S&P’s, che annunciando che nei prossimi mesi potrebbe ulteriormente peggiorare la valutazione sul debito greco (a meno che il piano messo a punto dall’esecutivo di Atene non raggiunga gli ambiziosi obiettivi dichiarati) ha fatto schizzare i Credit Default Swaps su Atene a 375 punti base ed il differenziale sul Bund a 10 anni ai massimi da due settimane (3,39%).

Poi è stata la volta dei dati macro, con il tasso di disoccupazione tedesco a febbraio salito all’8,2%. Il numero dei disoccupati della prima economia europea ha registrato una crescita di 7 mila unità, contro le +5 mila del dato precedente ma al di sotto delle +18 mila messe in conto alla vigilia dagli analisti.

E quindi, avanti con l’avversione al rischio, con i capitali giapponesi destinati a rientrare in patria.

Penalizzati i listini, con lo Yen che scambia a 89,35 contro dollaro ed a 120,4 nel cross con la moneta unica, che non se la passa bene, 1,348, neanche rispetto al biglietto verde. Sia contro la moneta nipponica che contro il greenback, per l’euro si parla di minimi 2010.

In arrivo a breve i dati sulla fiducia economica europea, pronosticata sostanzialmente stabile, ma che potrebbe riservare sorprese negative. Dagli Stati Uniti attesi gli indici su ordini beni durevoli di gennaio (consenso +1,4% a/a) e nuove richieste di sussidio (in probabile calo a 465 mila).

Luca Fiore