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Avanti tutta per le prese di beneficio su Rcs

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Si fanno sotto le prese di beneficio su Rcs. Il titolo della holding di via Solferino cede il 2,40%, scivolando a quota 6,60 euro. Nonostante il periodo inviti alla vacanza, a Piazza Affari non c’è proprio spazio per il bel tempo. Le intercettazioni di Fiorani, Ricucci e Gnutti hanno scoperchiato il vaso di Pandora, allargando anche a Via Solferino il terremoto che sta scuotendo il sistema bancario italiano. Secondo il gip Clementina Forleo, come è scritto nel dispositivo che convalida il sequestro delle azioni Antonveneta, “già dal tenore delle prime conversazioni emerge chiaro che sia nelle operazioni finanziarie su Padova sia in quelle su Bnl e Rcs venivano concentrate ed occultate ulteriori iniziative di rastrellamento di titoli”. Certezza raggiunta dal magistrato malgrado “gli interlocutori”, tra cui il gip segnala anche l’ad di Unipol Giovanni Consorte, “rinviassero con linguaggio criptico le conversazioni più rilevanti ad utenze riservate e quindi ritenute più sicure”. I magistrati insomma sembrano essere arrivati alle stesse conclusioni di Piazza Affari: l’immobiliarista romano, Stefano Ricucci, non agisce in proprio. Ma piuttosto opera all’interno di una cordata che potrebbe puntare a scardinare con un’Opa delicati equilibri dell’azionariato del Corriere della Sera. Governato da un patto, fragile come ormai tutte le creature dell’ex salotto buono, che in portafoglio il 58% del capitale.