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Un autunno caldo: prospettive globali e regionali di Swiss & Global Asset Management

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Di seguito pubblichiamo le prospettive globali e regionali elaborate da Swiss & Global Asset Management. In contesto autunnale che vede sullo sfondo diversi temi caldi, gli esperti della società di gestione prendono in esame sia la strategia d’investimento globale sia le diverse aree di investimento. Con la preferenza che rimane ancora verso la componente azionaria rispetto a quella obbligazionaria

Strategia d’investimento globale

“L’autunno sarà ricco di avvenimenti con gli investitori che resteranno col fiato sospeso soprattutto per la possibile decisione sui tassi d’interesse negli USA,. Noi rimaniamo sottopesati sulle obbligazioni e sovrapesati sulle  azioni. I positivi risultati trimestrali e i sorprendenti e dinamici dati economici degli USA e dell’Europa stanno sostenendo i mercati azionari. Inoltre le azioni continuano a offrire rendimenti degli utili e dividendi più attraenti dei cosiddetti titoli di Stato di qualità, nonostante i maggiori tassi reali”. Giovanni Leonardo, responsabile Multi Asset Class Solutions

Azioni globali

“Dopo l’analisi dei risultati delle elezioni in Germania, gli investitori azionari dovranno tornare a interessarsi maggiormente della politica dei tassi al di qua e al di là dell’Atlantico, nonché dei debiti sovrani elevati, della regolamentazione bancaria e degli ulteriori sviluppi nel Medio Oriente. Pertanto c’è da aspettarsi una maggiore volatilità. Sulla base della nostra selezione di azioni prediligiamo le azioni dei settori dei beni non di prima necessità, healthcare e della finanza, a scapito delle utilities, dei materiali, così come dei titoli industriali. Dal punto di vista di un investitore che ha il franco svizzero come valuta di riferimento, i titoli fruttiferi europei sono quelli che dovrebbero generare i maggiori rendimenti aggiuntivi rispetto all’indice World”. Carlo Capaul, responsabile Global Equities e gestore del fondo JB Global Equity Income Fund di Swiss & Global

 

Azioni dei paesi emergenti

“Le azioni e le valute dei paesi emergenti risentono da mesi della tendenza alla vendita degli investitori. La possibile fine della politica monetaria molto espansiva della Federal Reserve ha provocato deflussi di denaro relativamente ingenti. Tuttavia la vendita indifferenziata da parte degli investitori crea al contempo buone opportunità d’ingresso per gli investitori maggiormente orientati sul lungo termine. Infatti la contrazione della liquidità è un problema principalmente per i paesi fortemente dipendenti dal capitale estero ovvero con un elevato disavanzo delle partite correnti, come ad esempio la Turchia o il Sud Africa. I paesi con finanze statali solide riusciranno tuttavia a “uscire bene” da questo momento. Contemporaneamente le aziende con un’impostazione internazionale e orientate all’esportazione beneficiano dell’indebolimento delle valute nei vari paesi. I paesi emergenti soffrono in questo momento di un elevato deprezzamento rispetto agli Stati sviluppati, e hanno già prezzato le aspettative negative. Nel complesso, gli investitori pazienti dovrebbero essere ricompensati con un rendimento più elevato  alla luce degli attuali premi di rischio superiori alla media nei paesi emergenti “. Erdinç Benli, responsabile Emerging Market Equities e gestore del fondo JB Global Emerging Markets Stock Fund di Swiss & Global

 

Cina

“La nuova classe dirigente cinese fa sul serio. D’ora in poi la politica economica sarà al servizio della riduzione del debito e di una crescita basata sulla qualità anziché sulla quantità. Nel breve termine ciò potrà essere doloroso, ma in una prospettiva più lunga le misure economiche porteranno giovamento al paese. Dal punto di vista degli investitori, i settori che beneficeranno di questa situazione sono quelli dell’healtcare e delle tecnologie. Se da un lato a breve termine il settore dei consumi non è immune al rallentamento della crescita, questa situazione potrebbe però offrire agli investitori delle interessanti opportunità di ingresso nelle aziende”. Jian Shi Cortesi, gestore del fondo JB Chindonesia Fund di Swiss & Global

USA

“Nella prossima riunione, che si terrà nel mese di settembre, la Fed taglierà probabilmente il proprio piano mensile di acquisti di obbligazioni di 85 miliardi. di USD. La portata e il tipo di intervento, così come la successiva politica dei tassi, influenzeranno i mercati, anche se una parte di tali effetti è già stata scontata sotto forma di tassi più alti nel  lungo termine. In autunno, le discussioni intorno al bilancio pubblico degli USA e a un innalzamento della soglia del debito acquisiranno un ruolo di primo piano, in quanto dalla metà di ottobre gli USA raggiungeranno il limite massimo del debito.

Le migliori prospettive economiche globali dovrebbero avere effetti gradualmente positivi sulle opportunità di registrare utili. Guadagni più elevati da parte delle aziende sono altresì necessari per soddisfare le maggiori aspettative, soprattutto in uno scenario di un’equa valutazione del mercato azionario USA. Per quanto riguarda i settori, prediligiamo quelli ciclici  rispetto a  quelli più sensibili ai tassi d’interesse”. Alexandra Walker-Ott, gestore del fondo JB US Value Stock Fund di Swiss & Global

Germania

“Sul mercato azionario tedesco agiscono al momento due forze opposte fra di loro. Da un lato la liquidità delle banche centrali ha un effetto positivo sui prezzi. Dall’altro gli indicatori congiunturali suggeriscono che la crescita degli utili sarà piuttosto modesta quest’anno e  fanno intravedere  un miglioramento prima del prossimo anno. Nel secondo semestre c’è da aspettarsi un capovolgimento su entrambi questi fronti, ovvero una minore liquidità ma con indicatori più promettenti. Nel complesso, per il DAX si delinea un potenziale di circa 8500 punti entro fine anno. Le elezioni non dovrebbero avere grandi conseguenze, a patto che i sondaggi siano confermati e che Angela Merkel rimanga Cancelliera”. Oliver Maslowski, gestore del fondo JB German Value Stock Fund di Swiss & Global