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Autostrade: Merrill Lynch, variazione tariffe potrebbe non nuocere

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Secondo indiscrezioni di stampa, il Governo starebbe cambiando i parametri per la fissazione delle tariffe dei pedaggi autostradali, che subirebbero un peggioramento rispetto all’adeguamento richiesto dai concessionari. Sempre secondo l’articolo del quotidiano, per Autostrade ne deriverebbe un danno non solo dal punto di vista di minori ricavi ma anche da quello, conseguente, di una ristretta gamma di opportunità di investimento. “Riteniamo che l’articolo sia fuorviante”, ritengono gli analisti di Merrill Lynch “e che le sue affermazioni negative su Autostrade non siano supportate dai fatti”. La formula tariffaria prevede infatti che siano apportati cambiamenti ai prezzi basati sull’inflazione, su interventi qualitativi, sulla produttività e sugli investimenti nella rete di infrastrutture. Il contratto non prevede che il Governo possa apportare modifiche unilaterali, ma anzi che ci sia l’accordo di Autostrade. Non va poi dimenticato che la società guidata da Vito Gamberale potrebbe aggiudicarsi una ritoccata all’insù delle tariffe se apportasse miglioramenti alla qualità della rete autostradale nel suo complesso. Ecco perché gli esperti di Merrill Lynch hanno deciso di reiterare la raccomandazione “buy” sul titolo Autostrade, con prezzo obiettivo visto a 27 euro e con un potenziale di upside nell’ordine del 28% circa. “Ogni cambiamento nella formula per il computo delle tariffe”, affermano gli analisti della casa d’affari “può addirittura offrire alla società la possibilità di creare valore”.