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Autostrade, Di Pietro chiede all’Anas messa in mora della società

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Presagi positivi stamattina per Autostrade che aveva trovato un appiglio per la possibile svolta nella proposta dell’Anas di sottoporre a gare obbligatorie estese a livello europeo gli appalti per la realizzazione di tutte le opere inerenti alla rete autostradale. Ma Antonio Di Pietro, ministro delle Infrastrutture, in una serie di dichiarazioni rilasciate durante un’audizione alla commissione ambiente e lavori pubblici della Camera, spiega chiaramente che il suo percorso non prevede scorciatoie. Di Pietro ha annunciato di aver fatto pervenire all’Anas due lettere con le quali ha chiesto ufficialmente la messa in mora del gruppo controllato dai Benetton. Pur precisando che il comportamento della società rimane entro i termini della legge e di non avere intenzione di deprimere il titolo, il ministro delle infrastrutture ha lamentato la necessità di un progetto di riorganizzazione del sistema delle concessioni che riguarderà tutte le venticinque esistenti, tra le quali “quella di Autostrade è la meno preoccupante in quanto a trasparenza”. Non solo. “Dobbiamo chiederci che compiti dare all’Anas, se deve controllare non può anche gestire”. Sta di fatto che ora Autostrade si trova messa in “mora preventiva” e, secondo Di Pietro, che si augura di pervenire ad una risoluzione parlamentare prima del 30 giugno, questo servirà ad avere un riferimento saldo per la riscrittura della convenzione con norme chiare in materia di governance, investimenti, pedaggi e ad evitare un’anomalia come la presenza di un costruttore (Acs Dragos) tra i soci del gruppo.