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Autostrade, Bruxelles vuole chiarezza

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L’Unione Europea bacchetta ancora una volta l’Italia. Stavolta, le critiche sono state mosse sia sulle concessioni autostradali, varate dal Governo e che allo stato attuale potrebbero bloccare il mercato, sia sull’impianto disegnato dal ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, e – come si legge nelle colonne del “Messaggero” – contenuto nella Finanziaria e nella direttiva Cipe.


 

Insomma, per l’Italia è pronta una nuova procedura d’infrazione. Ma prima di passare dalle parole ai fatti, il commissario europeo al Mercato Interno, Charlie McCreevy, ha deciso di inviare a Di Pietro, lo scorso martedì, una lettera nella quale concede al Belpaese una quindicina di giorni di tempo per dare una risposta chiara ai dubbi che sono stati sollevati da Bruxelles sulle nozze italo spagnole tra Autostrade (ora Atalntia) e Abertis, di cui si parla dalla scorsa estate e che non sono mai state celebrate.Una storia che è già costata cara all’Italia, visto che lo stesso McCreevy ha già aperto una procedura d’infrazione contro il Governo nostrano mentre la collega alla Concorrenza, Neelie Kroes, ha condannato in via preliminare il nostro Paese.


 


Secondo quanto trapelato in serata, ciò che suscita, tra l’altro, la maggiore incertezza è il funzionamento del quadro normativo nel settore, tanto da creare un deterrente che potrebbe essere in grado di dissuadere i soggetti interessati dal rilevare o dall’investire in concessioni autostradali italiane. Sono queste in sintesi le riflessioni che hanno portato il commissario Ue a inviare la missiva.


 


Intanto, oggi è la giornata decisiva per la presentazione delle nuove regole al Cipe. Cresce, dunque, l’attesa per conoscere l’esito della modifica alla direttiva sulle concessionarie autostradali “Al Cipe spiegheremo ancora una volta, con una modifica alla direttiva, l’interpretazione che adesso deve essere data”, ha spiegato il ministro per le Infrastrutture.

 

In avvio di contrattazioni il nuovo monito giunto da Bruxelles si fa sentire su Atlantia (ex Autostrade). Il titolo della società guidata da Gian Maria Gros Pietro perde lo 0,72%,scambiando a 24,96 euro per azione.