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Autostrade-Abertis, fusione a rischio

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Si alza il livello dello scontro tra Autostrade e il governo. I legali dei soci del gruppo riprendono oggi a lavorare ad un’immediata strategia giudiziaria su più fronti, mentre in una settimana il titolo ha perso oltre un euro, mettendo a repentaglio i cardini “paritetici” della fusione con Abertis. I problemi sono molti, e il tempo per concludere l’accordo non è infinito: entro fine anno, hanno stabilito i soci. Intanto la soluzione dei nodi politico-istituzionali si allontana. Il cda di Schema28 (dove oltre ai Benetton siedono Unicredit, Generali e Crt) sabato ha deciso unanime di sferrare un attacco frontale, anche giudiziario, alla “linea Di Pietro”, che mira ad una convenzione unica, che conceda aumenti tariffari solo a fronte di lavori già svolti, e veicoli gli extraprofitti e gli interessi sulle somme inoperose a pro dell’utenza. La mossa unilaterale per decreto non è andata giù, primo perché i Benetton non capiscono la necessità di uno strumento di urgenza, quando l’unica urgenza è completare la fusione, secondo perché il decreto è ritenuto un esproprio, in quanto mette a rischio la fusione stessa. Se è così, allora, “serve un indennizzo, a prezzi di mercato”, ragiona uno dei soci della holding. Per questo Schema28 ha arruolato i giuristi Morbidelli e Limonati, che a giorni agiranno contro il governo.