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Autostrade-Abertis, Di Pietro si mette ancora di traverso

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Il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro alza un altro ostacolo sulla strada verso la fusione. Dopo l’incontro di ieri avuto con il presidente della società Gian Maria Gros Pietro, il ministro ha rinnovato le sue perplessità sull’operazione , che si sono concretizzate in una lettera fatta pervenire al gruppo ieri mattina tramite l’Anas, contenente i punti fermi che vorrebbe fossero sottoscritti prima di procedere alla fusione. Impegni unilaterali formalmente assunti che permetteranno di riscrivere la convenzione nei tempi necessari, senza compromettere ulteriormente l’iter della fusione. Di Pietro ha anche lamentato il fatto che Autostrade non abbia ancora avanzato proposte concrete ed è per questo “la bozza gliel’ho fatta io”, ha dichiarato. La società di contro ha rivendicato la concretezza di tutte le proposte avanzate sinora riferendosi, in una nota diffusa ieri, alle lettere del 31 maggio e del 7 giugno consegnate durante l’incontro con l’Anas avuto il 14 giugno. Ma il ministro intende procedere per la sua strada e ritiene necessario un atto del consiglio dei ministri per modificare il decreto ministeriale del 1997 che prevede l’esclusione di costruttori dal capitale delle concessionarie autostradali. Questa posizione potrebbe essere rafforzata dal parere del Consiglio Di Stato atteso per oggi. Sull’intera questione è intervenuto il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, che ha sottolineato come le polemiche derivanti dalle privatizzazioni in Italia siano figlie di una mancanza di cultura del controllo, che inevitabilmente si riflette in rendite di posizione a carico dell’utente finale.