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Autostrade-Abertis, la Commissione Ue bacchetta l’Italia

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Il Governo italiano ha fatto un grosso errore a bloccare l’operazione Autostrade-Abertis. E’ quanto sostiene la Commissione europea, su indicazione del commissario alla concorrenza, Neelie Kroes,
nella nuova valutazione preliminare sulle misure che bloccano la concentrazione tra la società nostrana e quella spagnola, inviata alle autorità competenti italiane proprio quest’oggi.


“La Commissione europea – si apprende dalla nota stampa diramata da Bruxelles – è giunta alla conclusione preliminare che l’Italia ha violato l’articolo 21 del regolamento Ue sulle concentrazioni, a causa della mancata autorizzazione al trasferimento della concessione autostradale nell’ambito del nuovo soggetto derivante dalla prevista concentrazione tra Abertis e Autostrade. Si tratta di una concentrazione di dimensione europea che rientra nelle competenze esclusive della Commissione a norma del regolamento comunitario sulle concentrazioni”. In particolare, “la Commissione nutre seri dubbi sulla compatibilità con l’articolo 21 del comportamento delle autorità italiane, che non hanno fissato in anticipo e in un modo sufficientemente chiaro i presunti criteri di interesse pubblico per l’applicazione della procedura di autorizzazione e non hanno adottato una decisione di autorizzazione al trasferimento della concessione”.

Da ricordare che la mancata autorizzazione era una delle ragioni citate da Abertis e da Autostrade per rinunciare alla concentrazione prevista, che era stata approvata senza condizioni dalla Commissione il 22 settembre 2006. Già nell’ottobre scorso le autorità di Bruxelles avevano espresso i propri dubbi in merito a decisioni precedenti che rifiutavano il trasferimento della concessione, ma tali decisioni sono state successivamente ritirate. Le autorità italiane hanno ora 15 giorni lavorativi per esprimere la loro opinione sul bilancio preliminare della Commissione.


Del resto, soltanto qualche giorno fa, il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, commentando le indiscrezioni di stampa secondo cui il commissario Ue alla Concorrenza, Neelie Kroes, avrebbe nuovamente bacchettato l’Italia, aveva affermato: “Con pazienza certosina risponderemo a tutte le nuove richieste che dovessero arrivare da Bruxelles, anche se questa insistenza sulla questione Autostrade-Abertis ci pare un inutile accanimento contro il nostro Paese, un’azione fuori tempo e fuori luogo, visto che la fusione non è stata perfezionata”. “Faremo capire alla Commissione, se necessario per il tramite della Corte di Giustizia Europea – aveva aggiunto di Pietro – che la fusione di un asset strutturale fondamentale per l’economia del Paese, come è una concessione per 3500 chilometri di autostrade, non può essere trattata alla stregua della fusione di una società di noccioline e che è dovere del Governo salvaguardare gli interessi nazionali”.