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Autorità cinesi inaspriscono condizioni accesso al credito nell’immobiliare, tonfo delle Borse

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Una vera e propria doccia fredda ha caratterizzato la prima seduta settimanale sui listini cinesi.
Nel fine settimana appena trascorso le autorità dell’Ex Celeste impero si sono dette preoccupate dal possibile scoppio di una bolla immobiliare, dopo l’inarrestabile corsa registrata dai prezzi delle abitazioni negli ultimi mesi. 
Per questo il governo di Pechino ha deciso di innalzare i requisiti  per poter accedere al mercato immobiliare. E’ stata in particolare aumentata la parte in contante da depositare per poter acquistare la prima abitazione; sono stati elevati anche i tassi di interesse sull’acquisto di seconde case o per gli acquisti di proprietà immobiliari a fini di investimento. E’ stata inoltre introdotta una tassazione pari al 20% sul capital gain ottenuto dalla cessione di propriet immobiliari.
Una vera e propria stretta che ha avuto immediate ripercussioni sui listini dell’intera area asiatica. La borsa di Shanghai ha ceduto mediamente oltre il 4%. Male in particolare lo Shanghai Composite, -3,65%, lo Shenzhen Composite -3,54% e l’indice Csi 300, -4,61%.