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Automobili: emissioni CO2 fino al 38% più elevate rispetto ai dati ufficiali

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Secondo lo studio dell’International council on clean transportation il gap tra dai ufficiali ed emissioni effettive di CO2 delle automobili continua ad aumentare. I test di laboratorio non riflettono la realtà dell’uso quotidiano.

Non c’entra nulla lo scandalo Volkswagen ma lo studio dell’International council on clean transportation (Icct) fa riflettere. Secondo l’analisi, in Europa il gap tra le emissioni effettive di CO2 delle automobili e quelle comunicate dalle case automobilistiche dopo i test di laboratorio è in continuo aumento, fino al 38% in alcuni casi. 
La colpa non è però dei produttori ma dei test che non riflettono l’uso effettivo che gli automobilisti fanno dell’auto. Lo studio, iniziato nel 2013, analizza i dati degli ultimi 14 anni in sei Paesi per oltre 600 mila veicoli ed evidenzia un aumento del differenziale dall’8 per cento del 2001 al 38 per cento del 2014. 
“Dal 2001 – spiegano i ricercatori – i valori delle emissioni di anidride carbonica si sono ridotti del 27 per cento. Ma si tratta del risultato ottenuto nei test di laboratorio”. La realtà è ben diversa, l’automobile non corre su dei rulli. Tra le ragioni che spiegano la differenza l’utilizzo di tecnologie di riduzione dei consumi come il sistema stop-start o i motori ibridi. “Queste tecnologie sono più efficaci nei test di laboratorio che nella realtà. Inoltre durante i test non si accende l’aria condizionata o altri sistemi che causano maggiori consumi”. 
L’impatto non è solo quello ambientale, anche le tasche degli automobilisti soffrono di più. “Per un consumatore medio la maggior spesa in carburante è stimabile nell’ordine di 450 euro all’anno. Inoltre, visto che gli incentivi per la automobili con basse emissioni sono tarati sui dati ufficiali, il tutto può tradursi anche in riduzione delle entrate fiscali e cattiva allocazione dei fondi pubblici”. 
La soluzione? Cambiare il modo di fare i test. Una nuova modalità (Worldwide harmonized light vehicle test procedure Wltp) verrà introdotta nell’Unione nel 2017. Non sarà sufficiente a chiudere il gap. Per farlo, conclude lo studio “sono necessari test su strada e controlli di conformità a campione sulla produzione di veicoli”.