Auto: Unrae rivede al ribasso le stime, mercato italiano nel 2013 in calo del 5,4%

Inviato da Flavia Scarano il Mer, 20/02/2013 - 11:52
Il 2013 sarà un anno ancora tinto di rosso per il mercato automobilistico italiano. Almeno secondo le stime presentate dall'Osservatorio "Previsioni & Mercato", realizzato dal Centro Studi Unrae.

"Il peggioramento degli indicatori economici nell'ultima parte del 2012 e l'effetto trascinamento sul 2013 - afferma Romano Valente, direttore generale dell'associazione - hanno determinato un ribasso delle stime dei principali Istituti internazionali per il Pil dell'anno in corso". "La caduta dei consumi, in particolare quelli di beni durevoli - prosegue Valente - oltre al quadro di revisione in negativo dei dati del settore auto, ci indicano un mercato 2013 che si attesterà intorno a 1.326.000 immatricolazioni, in ulteriore flessione del 5,4% rispetto al 2012, in assenza di interventi politici determinanti nell'alleggerire la pressione fiscale sulle famiglie e quindi di incidere positivamente sui consumi."

Il risultato dell'anno sarà frutto di un primo trimestre improntato ancora su cali a doppia cifra, sottolinea l'Osservatorio, influenzato da fattori quali il rush finale dell'anno 2012 in termini di anticipazione delle consegne, prevalentemente come back up immatricolativo di un anno di grandi difficoltà, il peso del pagamento dell'Imu dello scorso dicembre sulla disponibilità economica di famiglie e imprese, la possibile decisione di rinvio degli acquisti da parte delle società in vista dell'introduzione degli incentivi ed anche un tipico momento di indugio da parte dei consumatori in attesa delle elezioni politiche. Il secondo trimestre, inoltre, sarà caratterizzato ancora da tassi di flessione, ma più contenuti, grazie alla graduale - seppur lenta - ripresa di alcuni indicatori economici.

"E' quindi necessario - conclude il direttore generale - auspicare che il prossimo esecutivo sia nelle condizioni di operare le necessarie scelte di alleggerimento della pressione fiscale, di far confluire la liquidità del sistema creditizio verso le imprese e quindi, attraverso il rilancio dei consumi e degli investimenti, riavviare la spirale positiva dell'economia".
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