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Auto rimbalzano sui dati delle immatricolazioni, ma timori per le case giapponesi

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Fari accesi sui titoli europei delle quattro ruote, che dopo giorni di forti ribassi a seguito della preoccupante situazione in Giappone, oggi rimbalzano sotto la spinta delle immatricolazioni. Lo STOXX Europe 600 Automobiles & Parts è il miglior indice settoriale di questa mattina con un rialzo dell’1,6%. Tra i singoli nomi, forte accelerazione di Volkswagen, che mostra a Francoforte un +2,25%, seguita da Bmw (+1,81%) e Daimler (+1,74%). Su di giri anche le francesi Renault (+1,54%) e Peugeot (+1,94%), mentre l’italiana Fiat è tra le migliori bluechip di Piazza con un progresso dell’1,51%.
Secondo i dati diffusi oggi da Acea, a febbraio il mercato europeo dell’auto ha chiuso con il segno positivo, dopo dieci mesi in flessione. Nei Paesi dell’Unione Europea allargata e dell’Efta, sono state immatricolate nel mese circa 1.014.500 veicoli, l’1,4% in più rispetto a febbraio 2010. Considerando i cinque principali mercati, si conferma il quadro delineato a gennaio, con Spagna, Italia e Regno Unito in calo, a fronte del trend positivo di Francia e Germania. “A febbraio arriva dal mercato europeo un primo segnale tangibile di ripresa – ha commentato Eugenio Razelli, presidente di Anfia (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica), precisando però che nei prossimi mesi “oltre ai rincari dei prezzi dei carburanti, conseguenti all’instabilità politica del Sud del Mediterraneo, si potrebbero aggiungere gli eventuali contraccolpi del blocco produttivo forzato dei produttori giapponesi, e dell’eventuale protrarsi delle difficoltà di accesso alle reti infrastrutturali ed elettriche per il Paese colpito dal terremoto e dallo tsunami”. Nei giorni scorsi infatti le maggiori case automobilistiche giapponesi hanno deciso di chiudere i loro stabilimenti. Honda ha optato per una sospensione in tutti i suoi impianti del Paese fino al 20 marzo, mentre Toyota ha annunciato che terrà chiusi tutti i suoi 12 stabilimenti in Giappone, nella prefettura centrale di Aichi, almeno fino a oggi. I tre giorni di stop impediranno di produrre circa 40.000 vetture. Infine Nissan, in partnership con la francese Renault sulle auto elettriche, ha deciso di bloccare la produzione negli impianti di Tochigi e Iwaki fino al 18 marzo, mentre negli stabilimenti di Oppama, Kyushu, Nissan-Shatai e Yokohama il fermo durerà fino al 16 marzo. Non solo. Secondo gli analisti di Nomura, tra i maggiori gruppi aziendali, la casa automobilistica Nissan potrebbe essere quella più colpita dalle perdite a seguito del terremoto.