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Auto, precipitano le vendite in agosto

QUOTAZIONI Fiat Chrysler Automobiles
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Arrivano segnali di profonda crisi dal mercato dell’auto italiano in agosto. Una flessione prevista e prevedibile, che non ha, comunque, mancato di stupire (pesante il -26,4%). Secondo i dati diffusi dal ministero dei Trasporti sono state immatricolate poco meno di 77.156 le vetture rispetto all’agosto 2007. Con questi risultati il consuntivo dei primi otto mesi dell’anno chiude a quota 1.531.598 con una flessione del 12,04%. Il pesante rallentamento si ridimensiona, ma solo in parte, se si considerano i due giorni lavorativi in meno rispetto allo stesso mese dello scorso anno: a parità di giornate lavorative la contrazione si attesta a -19,1%.


Le news negative non finiscono qui. La contrazione del comparto delle quattro ruote è confermata anche anche dalla raccolta degli ordini. Stando a una prima anticipazione dello scambio dati Anfia-Unrae, nel mese di agosto sono stati siglati circa 80 mila contratti, con una flessione superiore al 25% rispetto ad agosto 2007.

Ma passiamo alle case automobilistiche nazionali (Fiat, Alfa Romeo, Lancia, Ferrari, Maserati, Lamborghini), che hanno riportato un calo inferiore rispetto all’andamento generale del mercato (-22,7%). Nei primi 8 mesi, le vendite complessive superano le 493 mila unità, con una quota di mercato pari al 32,2%, superiore di 0,7 punti rispetto a quella rilevata nello stesso periodo di un anno fa (31,5%). Ma fare meglio del mercato non è bastato. In questo momento, Fiat cede il passo a Piazza Affari: il titolo segna una contrazione pari a circa l’1,77% a 10,91 euro dopo avere chiuso la seduta di ieri in territorio positivo.


Lo scenario è difficile e questa ‘serietà’ emerge chiaramente anche dall’inchiesta congiunturale mensile del Centro Studi Promotor di agosto da cui risulta che rispetto allo stesso mese del 2007 nell’agosto scorso l’acquisizione di ordini si è mantenuta su bassi valori per il 92% dei concessionari, mentre l’88% segnala anche, sempre rispetto all’agosto 2007, una bassa affluenza di visitatori nei saloni espositivi. Dall’inchiesta vengono indicazioni non confortanti anche per quanto riguarda le prospettive per i prossimi tre-quattro mesi. Soltanto il 10% degli interpellati si attende una ripresa, mentre per il 36% le vendite si manterranno stabili sui depressi valori attuali e ben il 54% prevede un ulteriore peggioramento.