Auto: il possibile impatto dell’affare Peugeot-Opel su FCA

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Potrebbe essere propedeutico all’alleanza da tempo inseguita da Sergio Marchionne tra la casa italo Americana e il colosso di Detroit

Dopo il rincorrersi delle indiscrezioni, ieri pomeriggio è arrivata la conferma: Peugeot sta valutando le opzioni per poter acquistare Opel, la divisione europea di General Motors, espandendo in questo modo la collaborazione in corso con il gruppo statunitense. Perché l’operazione vada in porto, ci sarà tuttavia da superare l’opposizione di sindacati e governo tedeschi, che già nel 2009 bloccarono le trattative sia con Fiat sia con Magna.

Orchestratore del blitz di Psa è Carlos Tavares, attuale capo dell’azienda francese che in meno di due anni ha riportato l’azienda alla redditività, rivedendo i modelli in offerta e aumentando le entrate. Psa, detentrice dei marchi Peugot, Citroen e DS, coopera già con GM su attività di purchasing e piattaforme comuni.

Al momento sono dieci gli impianti di Psa in Europa, di cui cinque in Francia. Nel 2016 sono state vendute nel mondo 3,15 milioni di auto con marchi Peugeot, Citroen e Ds. Le vendite di Opel invece, si sono fermate a 1,2 milioni nel 2016, comprese quelle del marchio Vauxhall vendute nel Regno Unito.

Quanto a General Motors, l’anno scorso in Europa ha subito una perdita di 257 milioni di dollari, per effetto della Brexit e del fatto che Opel non è presente tra i suv di fascia C. La capacità produttiva dei siti oltrepassa di poco il 60%, contro il 70% della concorrenza.

Come hanno anche sottolineato gli analisti di Equita SIM nella nota giornaliera, nel caso in cui PSA acquistasse Opel si riaccenderebbe l’appeal speculativo su tutto il settore automobilistico e a giovarne sarebbe di riflesso anche FCA.

I fattori catalizzatori citati dalla SIM sono l’avvio di un risiko nel comparto che sembrava invece congelato dopo che General Motors aveva respinto le avances di FCA. GM, secondo gli analisti, si libererebbe di un business in perdita, “rimuovendo il problema di duplicazioni nell’ipotesi di fusione con FCA”.

Viene invece giudicato “modesto il potenziale impatto” positivo sul gruppo guidato da Sergio Marchionne a livello di mercato europeo per il venir meno di un’azienda rivale. Equita SIM ha un rating di Hold e un prezzo obiettivo di 10,70 euro sui titoli del Lingotto, che al momento scambiano in progesso dell’1,1% a 10,93 euro. Le speculazioni avevano portato il prezzo delle azioni sopra gli 11 euro a un massimo giornaliero a quota 11,1123.

Gli analisti di Banca IMI, che hanno invece sul titolo FCA un giudizio “add” e un target price di 12,2 euro, ritengono che “la cessione dell’asset europeo di General Motors potrebbe facilitare l’unione tra la major Usa e Fca. Vediamo i due gruppi come altamente complementari anche se un’unione potrebbe creare delle sovrapposizioni nel mercato statunitense e in America Latina”.