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Auto: emergenti mettono la retromarcia, Italia verso ritorno vendite oltre quota 1,5 mln

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Gli Stati Uniti e l’Europa quest’anno si troveranno a dover sostenere da soli la crescita del mercato auto a causa del brusco rallentamento delle vendite nei principali mercati emergenti. Il rallentamento economico della Cina e la caduta in recessione di Russia e Brasile incideranno non poco sul ritmo di crescita della produzione automobilistica globale attesa a +2% nel 2015 per poi recuperare il potenziale di crescita annua del 3-4% in futuro. E’ il quadro che emerge dal rapporto “Auto Market – a live wire” curato da Euler Hermes, società del gruppo Allianz e leader mondiale dell’assicurazione credito, in vista del Salone dell’auto di Francoforte. 
Ruote sgonfie per gli emergenti: solo +3% le vendite auto cinesi, -14% per Brasile 
Le vendite cinesi sono destinate a rallentare bruscamente, con una crescita prevista del 3% per il 2015 e 2016, rispetto al 10% dell’anno scorso. Per le immatricolazioni in Brasile si prevede nel 2015 una caduta del 14% a 2,3 milioni di vetture, molto al di sotto dei 3 milioni del 2013. La Russia assisterà ad una contrazione del proprio mercato di oltre un terzo, con 1,6 milioni di vetture. Per l’India Euler Hermes prevede una crescita del 6%, che comunque ricondurrà il paese solo ai livelli di produzione del 2011.

Stati Uniti ritornano al picco pre-crisi 
Nessun segnale di cedimento invece per la locomotiva statunitense. Il 2015 dovrebbe segnare il sesto anno consecutivo di crescita delle vendute di auto, recuperando il picco di pre-crisi. Secondo le previsioni di Euler Hermes, nel 2015 il mercato salirà ancora del 4% fino a 17,5 milioni di vetture. Per quanto riguarda l’Europa, l’industria automobilistica dovrebbe continuare la marcia verso la ripresa, con un tasso di espansione previsto al 5%, nonostante la forte concorrenza e la bassa marginalità. Il Regno Unito guiderà il settore, superando il proprio record assoluto con una crescita delle immatricolazioni dal 5% al 6%. 
“Nonostante questi progressi – si legge nel report Auto Market a live wire –  i mercati tradizionali dell’automotive dovrebbero perdere un po’ del loro slancio e, a causa delle difficoltà di molti mercati emergenti, i produttori automobilistici si rivolgeranno verso paesi come l’Arabia Saudita, la Turchia ed eventualmente l’Iran per trovare nuove opportunità di crescita per i prossimi anni. In ogni caso, le passate esperienze in Argentina, Thailandia e Venezuela saranno per molti un doloroso ricordo di quanto il rischio economico e politico possa sempre mettere i bastoni fra le ruote facendo sfumare i programmi di crescita”.
Dal rapporto emerge anche il passaggio di poteri fra i produttori automobilistici, con la Cina che aumenta la produzione del 167% fra il 2007 e il 2014 così come l’India e il Messico che ottengono rialzi significativi rispettivamente del 70% e 61%. I produttori automobilistici tradizionali europei sono quelli che hanno sofferto di più durante il periodo, in particolare l’Italia perde quasi la metà della produzione (46%), seguita subito dalla Francia con un -40% e dalla Spagna con una contrazione del 14%.
Italia: produzione auto 2015 vista oltre 1,5 milioni di unità (+13%)
Volgendo lo sguardo all’Italia, la ripresa del comparto auto sta seguendo i segnali positivi provenienti dall’economia nazionale e nel 2015 la produzione è attesa crescere del 13% a oltre 1,5 milioni di auto prodotte, ancora lontani dai livelli registrati nel pre-crisi (anno 2006) con oltre 2,5 milioni di unità. Nel 2016 ci sarà un’ulteriore crescita del 7%. 
Ad agosto il trend delle immatricolazioni in Italia si è confermato molto forte (+10,6% nei primi 8 mesi dell’anno rispetto al 2014, +15% nel mese rispetto allo stesso mese dell’anno scorso) ed Euler Hermes prevede che tale trend sarà confermato anche per il trimestre in corso grazie all’aumento degli ordinativi già registrati da tutte le case automobilistiche che viaggiano con una importante ripresa della capacità produttiva (l’aumento produttivo è stimato in crescita del 40%). “I fattori macroeconomici che renderanno ancora più credibili le aspettative di un consolidamento del comparto – afferma Massimo Reale, Direttore Rischi Euler Hermes Italia – rimangono senz’altro l’incremento di fiducia delle famiglie e dei consumatori, l’aumento degli investimenti di lungo termine delle aziende, ma soprattutto il calo del prezzo delle materie prime e del petrolio che potranno tradursi in un recupero della marginalità a beneficio degli investimenti nel comparto”.