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Auto elettriche, Tassi di crescita sostenuti fino al 2025, ma solo un piccolo impatto sul costo del barile

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Quando Tesla ha accettato le prenotazioni per il nuovo modello di auto elettrica, che ha un prezzo iniziale di 35mila dollari, la società è stata sommersa dalle richieste, e gli ordini sono stati 400mila nel giro di poche settimane. Dal caso Tesla si deduce che la gente è pronta ad abbandonare petrolio e diesel per rivolgersi al mercato delle auto elettriche. “Anche se la velocità di penetrazione delle auto elettriche sulle nostre strade dipende da molti fattori, come il prezzo del petrolio, i costi delle batterie, gli interventi da parte dei governi e – non ultimo – i gusti dei consumatori, ritengo che il futuro di lungo periodo del mercato dei trasporti sarà elettrico”, dice Roberto Cominotto, gestore del fondo Julius Baer Multistock – Energy di GAM.
 
Batteria pesante
 
La questione fondamentale, come spiega Cominotto, riguarda il costo delle batterie, che, da solo, equivale al prezzo di un’auto a benzina di medie dimensioni. Nel caso del modello di punta prodotto da Tesla si stima che il costo della batteria si aggiri intorno al 27% del costo complessivo del veicolo (per la versione da 90 kWh). La competitività delle auto elettriche deve quindi passare per nei prossimi 5/7 anni dalla logica dell’economia di scala (all’aumentare della produzione di auto corrisponderà una maggiore efficienza nel processo produttivo) e di alcuni lievi sussidi governativi, già in essere in alcuni Paesi. “Tutto ciò renderà l’acquisto di un veicolo elettrico molto più competitivo nel raffronto con le auto tradizionali”, commenta Cominotto.
 
Percorso lungo
 
Ma quale sarà l’impatto sul petrolio? A oggi quasi due terzi della domanda globale di petrolio è destinata ai trasporti, di cui l’85% ai trasporti su strada. Questo significa che i veicoli elettrici avranno un impatto sulla domanda di petrolio, ma una volta che rappresenteranno una quota significativa del numero complessivo di auto. Ma si tratta di un cammino molto lungo. L’ammontare complessivo di auto elettriche si aggira intorno a un milione, meno dello 0,1% delle auto che circolano su strada, e le stime di lungo periodo sul coefficiente di penetrazione dei veicoli elettrici sono molto varie. Anche guardando sino al 2025, le previsioni per le vendite di auto elettriche variano tra il 5% e il 15% delle vendite complessive. “Se diamo per buona una crescita ottimistica del 40% annuo delle vendite di auto elettriche, ciò porterebbe ad avere, entro il 2020, 8,5 milioni di veicoli elettrici nel mondo, vale a dire lo 0,6% delle auto tradizionali – spiega Cominotto – E se immaginassimo lo stesso tasso di crescita nelle vendite fino al 2025, sarebbero 50 milioni i veicoli elettrici, cioè il 3,3% delle auto totali”.
 
L’impatto sul petrolio
 
Questi calcoli mostrano che, anche dando per buone le proiezioni più ottimistiche, la quota di auto elettriche sulle strade rimarrà bassa, a paragone con le auto tradizionali per almeno altri dieci anni. Entro il 2020, ciò potrebbe portare a un riduzione dello 0,3% della domanda globale di petrolio e dell’1,7% entro il 2025. “Paragonando l’impatto delle auto elettriche con altre forze che influenzano domanda e offerta di petrolio, ci rendiamo conto che sarà un fattore di portata ridotta nel prossimo futuro: nei prossimi tre o quattro anni, per esempio, il loro impatto sarà trascurabile”, spiega Cominotto. Che conclude: “In questo orizzonte temporale ci attendiamo che il mercato del greggio rimarrà ancora stretto a causa di massicci tagli degli investimenti delle attività di esplorazione e produzione”.