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Auto deboli in Borsa. Lo yen forte e la crisi in Europa penalizza Suzuki e Nissan

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Giornata difficile per i titoli delle quattro ruote. Lo STOXX Europe 600 Automobiles & Parts è il peggior indice settoriale sui listini europei fin dai primi scambi di questa mattina. Tra i singoli nomi, frena a Parigi Peugeot Citroen, tra i pochi segni negativi del Cac40. Mentre a Francoforte Volkswagen è sul fondo del Dax con un ribasso di oltre il 3%. Persino Bmw arretra in territorio negativo, nonostante la buona trimestrale diffusa oggi.

Non giova sul comparto l’allarme giunto dal Giappone. Suzuki e Nissan, tra le maggiori case automobilistiche nipponiche, hanno lanciato segnali di debolezza a causa di uno yen forte che indebolisce le loro esportazioni e della continua crisi del mercato in Europa.

Suzuki Motor ha annunciato oggi la sua uscita dal mercato americano delle quattro ruote dopo tre decenni di attività, con la sospensione delle vendite di auto negli Stati Uniti. La ragione sta appunto in un tasso di cambio sfavorevole per il costruttore del Sol Levante, che ha comunque precisato che continuerà a vendere Oltreoceano moto e motori nautici.

Le ha fatto eco, la connazionale Nissan Motor, il secondo maggior produttore di auto in Giappone, che nonostante una trimestrale in crescita ha rivisto al ribasso le stime sull’intero anno. Nel secondo trimestre dell’esercizio fiscale 2012 i ricavi sono aumentati del 5,5% a 24,52 miliardi di euro, mentre l’utile netto è salito del 7,7% a 1,08 miliardi. Tuttavia, il gruppo ha tagliato le sue previsioni sull’intero esercizio a causa dello yen forte, di un calo delle vendite in Cina e della continua debolezza del mercato europeo. I ricavi 2012 sono ora attesi a 96,41 miliardi di euro, mentre l’utile netto è previsto a 3,14 miliardi di euro. Il volume delle vendite è ora stimato in contrazione a 5,08 milioni di pezzi dai 5,35 milioni.

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