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Auto: da Ue nuovi obiettivi riduzione emissioni Co2, Anfia stima 6% di maggiori costi

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Stretta dell’Unione Europea per la riduzione delle emissioni di CO2. La proposta di Bruxelles impone ai produttori, entro il 2012, l’obiettivo di abbattimento delle emissioni differenziati in base al peso delle autovetture. L’obiettivo generale europeo è di ridurre le emissioni medie a 130 grammi/chilometro, attraverso misure di miglioramento dell’efficienza energetica dei componenti auto. Il piano, applicato a tutti i produttori che vendono auto immatricolate in Europa, prevede multe di 20 euro per grammo di CO2 in eccesso nel 2012, che diventeranno poi 35 euro nel 2013, 60 euro nel 2014, 95 euro nel 2015. Sanzioni ritenute “estremamente penalizzanti” dall’Anfia (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) che ha rimarcato come la proposta prevede una differenziazione di target di riduzione che penalizza fortemente le auto di piccola cilindrata: vetture piccole, con minore peso, avranno, infatti, un obiettivo più ambizioso di riduzione rispetto ad auto di grossa cilindrata e di maggiore peso. “La nuova strategia comunitaria – ha commentato Eugenio Razelli, presidente ANFIA – che fissa la data di applicazione del regolamento al 2012 non tiene conto di alcuni elementi fondamentali dello scenario competitivo: i tempi di progettazione e industrializzazione, la necessità di un approccio integrato al problema, gli elevati costi industriali e dunque l’impatto sul prezzo finale delle auto. Inoltre, l’introduzione di un criterio che differenzia il target di riduzione in base al peso dei veicoli penalizza in modo particolare i costruttori di vetture di segmenti bassi che avranno un obiettivo di riduzione maggiore rispetto a quello medio di 130 g/km proposto dalla UE”. L’Anfia proporrà di posporre la data di applicazione del regolamento al 2015, così come applicare il principio adottato in tutte le politiche ambientali Europee “chi più inquina, più paga” in modo che l’onere maggiore non ricada sui costruttori di gamma bassa e, di conseguenza, sui consumatori. I maggiori costi stimati dall’Anfia sono del 6% circa per le case produttrici di auto.