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Auto: crolla Renault su possibili frodi nelle emissioni, FCA accusata di aver truccato i dati di vendita Usa

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Una vera e propria bufera sta colpendo l’intero comparto automobilistico quest’oggi, con l’indice Eurostoxx Automotive che lascia sul terreno il 4,79% a 481 punti. Il crollo più eclatante è quello di Renault, con la casa automobilistica francese in picchiata del 17,47% a 71,5169 euro dopo aver segnato un minimo intraday a 67,03 euro. Era dal 7 ottobre del 2015 che il titolo non scambiava a questi prezzi. Il movimento ha bruciato circa 5 miliardi di euro di capitalizzazione, con la società che alla Borsa di Parigi ora capitalizza circa 21,7 miliardi di euro.

A penalizzare Renault l’ipotesi di un nuovo Dieselgate dopo quello che nei mesi scorsi ha interessato Volkswagen. Secondo quanto scritto in un volantino dal sindacato Cgt Renault del centro tecnico di Lardy, lo scorso 7 gennaio investigatori francesi del servizio antifrodi avrebbero sequestrato dei computer di alcune sedi Renault. La notizia è stata rilanciata questa mattina da France Press.

Oggetto dell’indagine degli investigatori sarebbero i settori omologazione e messa a punto dei controlli motori. Questo elemento ha portato gli investitori a ipotizzare che le perquisizioni dei giorni scorsi siano legate a possibili frodi sul fronte delle emissioni dichiarate.

Negli ultimi mesi del 2015 l’affaire motori truccati aveva affossato le quotazioni di Volkswagen. Proprio per evitare di incorrere a sua volta in un Dieselgate, a dicembre Renault aveva annunciato un piano di investimenti da 50 milioni di euro per ridurre lo scarto tra le emissioni delle proprie vetture in condizioni di omologazione e in condizioni reali.

Volkwagen: nuove ripercussioni dal Dieselgate, la Bei sospende nuovi prestiti

A penalizzare il comparto automotive sono tuttavia un insieme di elementi, non solo Reanult. Volkswagen, che alla Borsa di Francoforte lascia sul terreno il % a euro, per il momento non riceverà più prestiti dalla Banca europea per gli investimenti.

Secondo quanto spiegato dal Presidente tedesco della Bei, Werner Hoyer, per il momento la banca ha congelato tutti i nuovi prestiti verso Volkswagen. Alla base di questa decisione la volontà di capire se i precedenti finanziamenti possano essere legati in qualche modo allo scandalo delle emissioni truccate che ha travolto la casa automobilistica tedesca.

FCA: testacoda in Borsa sulla presunta denuncia in America

In questo contesto già molto sfidante, FCA a Piazza Affari sta vivendo una vera giornata di passione. Il titolo lascia sul terreno il 9,8% a euro, valore che in Borsa non veniva scambiato dal 15 gennaio 2015. A penalizzare il gruppo automobilistico capitanato da Sergio Marchionne sono due notizie: il crollo delle vendite in Russia e indiscrezioni riportate da Automotive News circa dati di vendita in Usa falsi.

Per quanto riguarda la Russia, nel 2015 le vendite di autovetture del gruppo FCA sarebbero scese del 46%, dato che se confermato sarebbe molto peggiore delle stime degli analisti. La stampa russa al momento riporta un calo delle vendite 2015 meno accentuato, nell’ordine del 36%.

Per quanto riguarda il fronte americano, secondo quanto rilanciato da Automotive News FCA sarebbe stata denunciata da due concessionari di Chicago. L’accusa è che la casa automobilistica italo-americana avrebbe offerto incentivi affinché i concessionari gonfiassero ogni fine mese le vendite di automobili. Con l’inizio del mese successivo, le stesse vendite venivano poi stornate. In attesa della documentazione ufficiale, FCA al momento non commenta la notizia.

“Il settore auto in Italia in questo momento è in piena ripresa, sia sul fronte delle vendite di nuove autovetture che nell’usato”, ha dichiarato a FinanzaOnLine un concessionario auto, evidenziando però come la falsificazione dei dati sulle vendite da parte di FCA possa essere plausibile. “Non conosco nello specifico il caso, tuttavia il gruppo guidato da Marchionne anche in Italia è solita spingere il targato negli ultimi 3 giorni del mese, immatricolando di fatto macchine a KM zero”. Secondo quanto riportato dal concessionario, negli ultimi mesi si sta assistendo a una generale ripresa delle vendite dei veicoli a benzina e Gpl. Ad indirizzare gli acquirenti forse anche lo scoppio del Dieselgate.