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Australia: Julia Gillard diventa premier, titoli minerari in festa

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Uno spunto alla positività del mercato, partito fiacco, potrebbe arrivare oggi dalla lontana Australia, che vede salire alla guida del governo una donna per la prima volta nella sua storia. Una svolta politica e storica che avrà anche importanti risvolti economici. In primis il possibile raggiungimento di un compromesso sulla tassa mineraria, che in questi ultimi mesi ha inasprito non poco i rapporti tra il governo e i big dei metalli.


Durante la notte italiana nella terra degli aborigeni, Julia Gillard è stata nominata nuovo primo ministro dell’Australia, prendendo il posto del contestato Kevin Rudd. Eletto nel 2007, Rudd ha deciso di dimettersi dopo aver perso popolarità e il sostegno dei colleghi del partito Laburista. Per lui la sedia ha iniziato a scottare qualche mese fa con la proposta della super tassa sui profitti legati alle risorse minerarie, che ha scatenato il malcontento dei colossi del settore. Dalle nazionali Bhp Billiton a Rio Tinto fino alla straniera Xstrata hanno minacciato più volte di sospendere i propri investimenti nel Paese e rivedere i loro piani di sviluppo, alimentando così forti preoccupazioni anche tra gli elettori.

Ma ora le cose potrebbero cambiare. Il nuovo primo ministro si è infatti già detto disponibile a porre fine alla disputa, aprendo la strada a nuove trattative su questa controversa tassa. Un annnuncio accolto con l’applauso dei titoli minerari. Questa mattina sulla Borsa di Sydney, le azioni dei metalli sono state le uniche a muoversi in controtendenza mettendo a segno cospiqui progressi. I due giganti, Bhp Billiton e Rio Tinto, hanno guadagnato rispettivamente l’1,3 e l’1,7%. Euforiche anche le minori, come Macarthur Coal che è balzata di oltre 6 punti percentuali, e Riversdale Mining, in volata del 7,7%.