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Australia: il governo rivede la tassa sui minerari, i titoli festeggiano

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Il braccio di ferro tra il governo australiano e i big minerari si allenta dopo che il neo-primo ministro, Giulia Gillard, ha rivisto la tassa sul settore. La nuova proposta prevede una tassa del 30% sullo sfruttamento delle risorse minerarie di ferro e carbone, colpendo dunque un numero più ristretto di società. Il disegno iniziale infatti prevedeva un 40% di prelievo su tutte le commodity. L’annuncio è stato applaudito in Borsa, con i titoli minerari in deciso rialzo sulla piazza di Sydney: Bhp Billiton ha guadagnato lo 0,78%, Rio Tinto è avanzata dell’1,37% e Fortescue Metals è balzata del 2,75%. “C’è ancora molto lavoro da fare prima che la tassa venga attuata e noi lavoreremo costruttivamente con il governo per assicurare che il disegno di legge sulla tassa mantenga nel futuro la competitività internazionale del settore minerario australiano e sia nell’interesse di lungo periodo sia per il comparto che per tutti gli australiani”, ha commentato fiducioso e soddisfatto l’amministratore delegato di Bhp Billiton, Marius Kloppers, in una nota diffusa questa mattina.