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Australia: alluvioni peseranno più del previsto su economia, attesa una contrazione nel primo trimestre

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Le alluvioni che hanno colpito gravemente il Queensland si faranno sentire più del previsto sull’economia australiana. A suonare il campanello d’allarme è stato il ministro del Tesoro australiano, Wayne Swan, parlando di “drammatico colpo” per l’economia australiana che pagherà caro i disastri naturali di inizio anno con un effetto negativo di oltre l’1% sul pil. Stima superiore rispetto allo 0,75% precedentemente stimato dallo stesso Swan lo scorso mese. “Il quadro rimane incoraggiante a medio termine per la nostra economia – ha comunque aggiunto Swan – e pertanto non cambia il compito che ci attende. I fondamentali sono forti e le prospettive sono brillanti”.


L’Australia, oltre a pagare le inondazioni che hanno colpito il Queensland, risulta esposta anche agli effetti negativi del terremoto/tsunami dell’11 marzo in Giappone. Il paese nipponico risulta infatti il secondo maggiore partner commerciale dell’Australia dietro la Cina.


I dati ufficiali arriveranno a metà settimana con le attese di consensus che sono di una flessione dello 0,3% su base trimestrale del pil australiano dopo il +0,7% del quarto trimestre, mentre su base annua dovrebbe risultare in progresso dell’1,8% dal +2,7% precedente. Intanto oggi sono arrivati deboli riscontri dal mondo corporate con il calo a sorpresa dei profitti nel primo trimestre dell’anno: l’utile operativo delle società australiane è risultato in flessione del 2% rispetto al trimestre precedente. Le attese erano invece per un rialzo di analoga entità. Già negli ultimi 3 mesi del 2010 si era registrata una flessione (-1,7%).


Le alluvioni del Queensland hanno indotto la Reserve Bank of Australia (Rba) a fermare la politica monetaria restrittiva intrapresa lo scorso anno al fine di agevolare una più rapida ripresa dell’economia. Negli ultimi 5 meeting i tassi sono rimasti fermi al 4,75%. Nell’ultima riunione del 6 maggio la Rba ha rimarcato che un rialzo dei tassi “a un certo punto” si renderà necessario per contrastare le pressioni inflattive. Anche la Rba ha previsto un primo trimestre con una crescita trimestrale negativa.


Rimanendo in Oceania, oggi sono arrivati riscontri molto positivi per la Nuova Zelanda con il balzo del surplus commerciale che ad aprile è risultato quasi raddoppiato. Le esportazioni sono risultate superiori alle importazioni per 1,11 miliardi di dollari neozelandesi (908 mln di dollari) rispetto ai 578 mln di NZ$ di marzo. Il consensus Bloomberg vedeva il surplus commerciale a quota 600 mln NZ$.
Balzo del surplus che ha spinto il dollaro neozelandese ai nuovi livelli record. Il cosiddetto Kiwi ha toccato un massimo a 82,28 dollari rispetto alla chiusura di venerdì scorso a 81,92. Il precedente record era 82,14 dollari, toccato nel febbraio 2008. Da inizio anno il kiwi risulta in rialzo di quasi il 5 punti percentuali sul dollaro Usa (+14% dai minimi annui toccati il 17 marzo). John Key, primo ministro neozelandese, ha dichiarato che il Kiwi sta trattando a livelli “insostenibili” per gli esportatori non legati alle commodity, mentre risulta più sopportabile per il settore delle materie prime in virtù dei prezzi elevati delle esportazioni.

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