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Aussie sempre più gettonato, da BoJ niente spunti per lo yen

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Finale d’ottava in crescendo per il dollaro australiano. Il cosiddetto aussie si è portato sui top delle ultime due settimane in area 0,945 rispetto al dollaro Usa sfruttando la debolezza delle ultime sedute del biglietto verde in scia ai crescenti timori legati allo shutdown e all’imminenza della scadenza del 17 ottobre entro il quale trovare un accordo sull’innalzamento del tetto del debito.
Il cross tra aussie e dollaro usa è salito questa mattina fino a 0,9448, livello più alto delle ultime due settimane. Dai minimi annui del 30 agosto in area 0,89, la divisa australiana ha recuperato 6 punti percentuali grazie al posticipo dell’avvio del tapering da parte della Fed. Inotlre sul mercato si stanno affievolendo le attese di ulteriori tagli del costo del denaro in Australia. Dopo il nulla di fatto della Rba nella riunione di martedì scorso, cresce sul mercato l’attesa che da qui a fine anno i tassi rimarranno a quota 2,5%.

Oggi nessuna novità è arrivata dalla Bank of Japan che, come da attese, ha deciso di lasciare invariati la politica monetaria e gli stimoli monetari. Lo yen ha mantenuto un andamento laterale post-BoJ con il corss $/Y che si mantiene sopra quota 97.
La BoJ ha confermato l’intento di raddoppiare la base monetaria acquisti massicci di asset al fine di raggiungere l’ambizioso target di inflazione al 2% entro due anni. la nota della BoJ rimarca come l’economia nipponica si stia riprendendo moderatamente. In vista dell’aumento dell’aliquota Iva (dal 5 all’8% a partire da aprile 2014) l’istituto ritiene che non saranno necessari nuovi interventi di stimolo monetario per controbilanciarne gli effetti.
Il governatore della Bank of Japan, Haruhiko Kuroda, ritiene che il prolungarsi del braccio di ferro fiscale degli Stati Uniti potrebbe destabilizzare i mercati finanziari mondiali. Per quanto riguarda le possibili ripercussioni di un rallentamento della domanda globale a causa degli Stati Uniti sulla politica monetaria del Giappone, Kuroda si è limitato a dire che la BoJ tiene conto di diversi fattori di rischio e farà gli aggiustamenti necessari “ma per ora vediamo l’economia del Giappone in costante progresso verso il raggiungimento del target del 2% di inflazione”.