1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3.  ›› 

Aussie in calo su dati in arrivo da Pechino

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Dollaro australiano torna a indebolirsi. Segno meno per l’aussie che dopo aver capitalizzato la scorsa settimana il ritorno (temporaneo) della propensione al rischio inizia la nuova ottava all’insegna della debolezza in scia delle indicazioni arrivate da Pechino. A febbraio la bilancia commerciale del dragone ha evidenziato un rosso di 23 miliardi di dollari, contro i +31,9 della precedente rilevazione e i 13,2 miliardi delle stime. Il disavanzo maggiore da due anni è frutto della contrazione del 18,1% annuo messa a segno dalle esportazioni e dal +10,1% registrato dalle importazioni.

Causa lo stretto legame commerciale, il dragone rappresenta il primo partner commerciale dell’Australia, l’aussie passa di mano a 1,5370 aud nel cambio con la moneta unica (+0,3%) e a 90,2 centesimi di dollaro statunitense, lo 0,4% in meno rispetto al dato precedente. In calo anche l’incrocio con il cugino neozelandese che arretra a 1,0668.

Nel caso del greenback, “la prima linea di supporto si trova a 0,9002 (media mobile a 21 giorni)”, rileva Ipek Ozkardeskaya, Market Analyst di Swissquote. Nell’incrocio con il kiwi (questo il soprannome del dollaro neozelandese) la coppia “viene offerta sotto le medie mobili a 21 e 50 giorni (1,0752/74)” e l’impostazione “è chiaramente ribassista”.

Gli analisti di Citi se da un lato riconoscono che un calo duraturo delle importazioni cinesi è destinato a penalizzare il dollaro australiano, dall’altro evidenziano come i dati in arrivo da Pechino andrebbero presi con maggiore cautela. “Questo perché la correlazione tra aussie e dati cinesi si è deteriorata negli ultimi mesi” e in questo momento “il dollaro australiano già appare in ipervenduto”. “L’implicazione immediata è che scommettere sulla debolezza del dollaro australiano sulla base dei dati cinesi potrebbe non rappresentare una garanzia”.