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L’aumento Lodi parte in discesa, condizioni di favore ai correntisti

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Parte l’aumento di capitale della Lodi. Con l’esplosione dei diritti d’opzione. E con l’arrivo presso gli sportelli della Lodi di una serie di incentivi per i piccoli risparmiatori. Sullo sfondo, invece, una lettera a Banca d’Italia apre il giallo della cessione delle quote di minoranza delle società del gruppo alle banche estere. La manovra da 1,5 miliardi di euro, necessaria per riportare i coefficienti patrimoniali della banca lodigiana entro i termini di legge, è partita e finirà il 15 luglio. Ieri primo giorno di contrattazione dei diritti, l’opzione per sottoscrivere i nuovi titoli della popolare guidata da Giampiero Fiorani ha chiuso a 0,2246 euro. Un valore al di là di ogni previsione che sommato al prezzo di sottoscrizione e paragonato ai valori di Borsa del titolo di Fiorani per chi li avesse comprati significa voler acquistare azioni della Lodi con un buon premio rispetto alle quotazioni correnti. “Ma c’è il warrant”, dicono agli sportelli della Lodi a compensare la differenza e ad attirare gli investitori.