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Aumento Iva sempre più vicino, pressing di Bruxelles per dare priorità a minore tassazione su lavoro

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 O Imu o Iva. Sarebbe stato questo l’aut-aut scaturito dal confronto di ieri tra il premier Enrico Letta, il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni e il commissario europeo agli Affari monetari Olli Rhen. Quest’ultimo nell’audizione al Parlamento italiano ha sottolineato come la recente decisione di abolire l’Imu sulla prima casa va in direzione opposta rispetto alle raccomandazioni di Bruxelles. Secondo le teorie dominanti in sede europea per rilanciare la crescita la via maestra è quella di uno spostamento della tassazione dal lavoro e dalla produzione al patrimonio e ai consumi.

Pertanto ora il governo si sarebbe convinto dell’inevitabilità dell’aumento dell’Iva dal 21 al 22% che in assenza di un intervento dell’ultimo minuto scatterà il prossimo 1 ottobre. Già prima del summit di ieri, il premier Letta era intervenuto sull’argomento facendo presente come evitare l’aumento dell’Iva sia monto difficile.

Per l’Italia, alle prese con il difficile compito di rispettare i paletti di Bruxelles e mantenere il deficit sotto il tetto del 3%, permane il problema delle coperture per le misure in programma da qui a fine anno. Per l’abolizione della seconda rata dell’Imu sulla prima casa l’esecutivo deve trovare risorse per 2,4 miliardi di euro, mentre per la sterilizzazione dell’aumento dell’Iva servirebbero coperture per 1 mld negli ultimi tre mesi dell’anno e 4 mld per il 2014. I soldi che si risparmierebbero facendo scattare l’aumento sarebbero girati a misure per alleggerire il peso del fisco sul lavoro all’interno del pacchetto “Destinazione Italia” che dovrebbe essere al vaglio del consiglio dei ministri di venerdì. Lo stesso consiglio dovrebbe approvare la Nota di aggiornamento del Def con le nuove stime economiche, mentre Saccomanni ha ribadito che la nuova Legge di Stabilità verrà presentata in parlamento entro metà ottobre. La Finanziaria 2014 potrebbe contenere al suo interno una mini-riforma delle aliquote Iva.

Baretta: nelle prossime ore dovremo valutare le priorità
“Le risorse che abbiamo a disposizione per esigenze dei prossimi 2/3 mesi presentano un percorso impegnativo perché oltre all’Iva c’è anche l’Imu e gli ammortizzatori sociali quindi penso che nelle prossime ore dovremo fare una valutazione complessiva e decidere quali sono le priorità”. Così il sottosegretario all’Economia, Pierpaolo Baretta, Quanto a un possibile rialzo delle accise Baretta ha dichiarato che non gli pare il caso di intervenire “con interventi come quelli sulla benzina, ho sentito polemiche che mi sembrano pretestuose. Noi faremo di tutto per evitare che ci siano interventi che peggiorino la condizione diretta dei cittadini”.