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L’aumento di Intesa fa il tutto esaurito, il mercato aspetta gli altri. Bpm in focus

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Intesa SanPaolo non ha fallito l’appuntamento con l’aumento di capitale. La maxi ricapitalizzazione da 5 miliardi ha fatto registrare il tutto esaurito. Nel dettaglio, la banca MI-TO ha fatto sapere che sono state sottoscritte il 99,8% delle azioni di nuova emissione. Resta quindi uno 0,2% di inoptato, pari a 7,2 milioni di titoli (9,9 milioni di euro), che verrà rimesso sul mercato dal 15 fino al 21 giugno. “E’ un grande risultato e una grande soddisfazione anche per l’Italia”, è stato il primo commento dell’amministratore delegato, Corrado Passera.


Un’ulteriore prova di forza è arrivata anche dall’impegno rispettato dalle Fondazioni socie, che hanno sottoscritto tutte le azioni spettanti: 907,7 milioni di titoli, ovvero il 24,85% dell’aumento. L’istituto di Ca de’ Sass non ha quindi dovuto ricorrere al consorzio di garanzia, visto che il mercato ha mandato un segnale positivo alla banca. La ricapitalizzazione permetterà ad Intesa SanPaolo di raggiungere entro fine anno un Core Tier 1 al 10% e di concentrasi sugli obiettivi del piano industriale, che prevede un utile netto di 4,2 miliardi di euro nel 2013 e di 5,6 miliardi nel 2015.
 
Dopo l’en plein di Intesa, il periodo degli aumenti resta di grande attualità. Ubi Banca ha in corso una ricapitalizzazione da 1 miliardo di euro, mentre a inizio luglio partirà l’operazione del Monte dei Paschi per 2,4 miliardi di euro che permetterà all’istituto di Rocca Salimbeni di rimborsare gli 1,9 miliardi di Tremonti Bond. Ma il mercato, in questi giorni, è soprattutto focalizzato sulla Popolare di Milano, che dopo l’estate dovrà affrontare un aumento da 1,2 miliardi di euro dopo le pressioni della Banca d’Italia.
 
Durante la conference call di ieri sui rilievi dell’ispezione di via Nazionale, il management di piazza Meda ha dichiarato che non vi sono differenze sostanziali tra le risultanze dell’attività di vigilanza e la situazione a fine 2010. Inoltre, sempre secondo i vertici della banca milanese, le differenze derivanti dalla riclassificazione di circa 116 posizioni tra incagli e sofferenze sono state recepite a fine anno. “A differenza di quanto immaginavamo quindi non sono previsti accantonamenti extra nei prossimi trimestri, tanto è vero che sul 2011 il management ha fornito una guidance di costo del credito a 65 punti base (come da nostra stima)”, segnalano gli analisti di Equita.

Dalla conference sono emersi altri spunti significativi, in vista dell’assemblea straordinaria in programma il prossimo 25 giugno. La banca ha deciso che non vi sarà un’ulteriore revisione dello strike del convertendo, che sarà quindi portato da 6 a 2,7 euro, ed è stata approvata la fusione delle controllate Legnano, Alessandria e Mantova. Oggi, infine, il dg Enzo Chiesa porterà in Cda la liste delle banche che andrà a formare il consorzio di garanzia per l’aumento di capitale.