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Attacco kamikaze a Manchester e nuovi dubbi Trump mettono borse sull’attenti

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L’attacco kamikaze al concerto di Manchester, che ha provocato 22 morti, e le ultime indiscrezioni sull’amministrazione Trump, mettono i mercati azionari sull’attenti. L’azionario europeo dà prova di resistenza nei primi minuti della giornata di contrattazioni.

Sul forex avanza lo yen, che ha guadagnato terreno nei confronti delle principali valute internazionali, in concomitanza con la flessione dei futures sullo S&P 500, dopo un nuovo articolo del Washington Post, secondo cui Trump avrebbe chiesto ai responsabili Usa di intelligence di negare pubblicamente ogni eventuale accusa di collusione tra il suo staff e la Russia. 

In base alle indiscrezioni raccolte dal quotidiano, la richiesta sarebbe stata fatta a Daniel Coats, direttore della National Intelligence, e Michael Rogers, numero uno della NSA.

Sterlina sotto pressione, dopo l’attentato peggiore, nel Regno Unito, da quello che colpì Londra nel 2005.

Così, intervistata da Bloomberg, Ayako Sera, strategist di mercato presso Sumitomo Mitsui Trust Bank, a Tokyo, commenta la reazione dei mercati:

“Il rischio Trump e i timori geopolitici rinnovati con la notizia sul Regno Unito fanno protendere i mercati verso l’avversione al rischio. Il fattore più importante, comunque, è rappresentato dai sospetti sui legami tra la Russia e Trump”.

Giù tra le valute anche il peso messicano, dopo il comunicato di S&P, che ha minacciato il downgrade del rating del debito sovrano del Brasile.

I trader guardano con attenzione anche la proposta di budget del presidente Usa che, se venisse approvata, implicherebbe tagli alle spese federali del valore di $3,6 trilioni nel corso dei prossimi 10 anni, andando a colpire soprattutto la rete di aiuti che finora ha protetto i poveri, i giovani appena laureati e gli allevatori.

Tra gli altri mercati internazionali, nuovi sell off sugli asset brasiliani, con il NEXT Frunds Ibovespa Linked Exchange Traded Fund, un ETF azionario che replica l’indice benchmark del Brasile, che è crollato fino a -3,9% nelle contrattazioni della borsa di Tokyo.

Occhio alle quotazioni dell’oro, che sono salite per la terza sessione consecutiva, posizionandosi in area $1.262 circa, e che ora tuttavia rimangono ingessate a $1.260; piatto il trend del Bloomberg Dollar Spot Index, che oscilla attorno ai minimi da novembre. La sterlina rimane sotto la soglia di $1,30, mentre l’euro è poco mosso a $1,1233. Il rapporto dollaro-yen è in calo a JPY 111 circa.

Sul fronte dell’azionario, il Nikkei della borsa di Tokyo ha chiuso in calo dello 0,33%, a 19.613,28 punti; giù Shanghai -0,45% e Sidney -0,19%, mentre il Kospi di Seoul è salito dello 0,33%.