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Atlantia: la debolezza dell’economia italiana penalizza i conti dei primi tre mesi

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Utile in calo a doppia cifra e traffico italiano in flessione del 2,6%. È questa la fotografia del Gruppo Atlantia che emerge dalla pubblicazione del resoconto intermedio di gestione al 31 marzo 2013. Nel primo trimestre dell’esercizio 2013 l’utile di competenza del Gruppo si è attestato a 111,3 milioni di euro, il 10,2% in meno rispetto al pari periodo del 2012.

Al netto degli effetti contabili derivanti dalle variazioni del perimetro di consolidamento (acquisizioni delle nuove società cilene e brasiliane nel corso del 2012 e dal deconsolidamento di Autostrada Torino-Savona, ceduta nel corso del quarto trimestre 2012), l’utile di competenza del Gruppo è pari a 99,9 milioni di euro, il 16,2% in meno nel confronto annuo.
 
I ricavi totali salgono di oltre 68 milioni attestandosi a 925,3 milioni, otto punti percentuali in più su base tendenziale anche se su basi omogenee il risultato evidenzia un rosso del 2%. Segno meno anche per il traffico autostradale sulla rete in concessione in Italia, in calo annuo del 2,6%, “principalmente -si legge nella nota diffusa dalla società- a causa della persistente congiuntura economica negativa del Paese”. Le società concessionarie all’estero registrano un incremento del traffico del 5,2%.

Il margine operativo lordo risulta pari a 550,3 milioni (+14,1% a/a, +1,4% a parità di perimetro) mentre l’Ebit è salito a 371 milioni (+27 e +13,4 per cento). A fine marzo l’indebitamento finanziario netto del Gruppo si è attestato a 10.095,8 milioni, dai 10.064,1 milioni con cui si era chiuso l’esercizio 2012. La riserva di liquidità è pari a 6.359 milioni di euro.

Atteso un contributo crescente delle attività estere
“Il persistere di un quadro macro-economico italiano poco favorevole potrebbe determinare per l’esercizio in corso una contenuta flessione dei risultati operativi in Italia, mentre ci si può attendere un contributo crescente delle attività all’estero”.

Castellucci confermato Ad e Dg, richiesta risarcimento del Ministero dell’Ambiente è “infondata”

Giovanni Castellucci è stato confermato Amministratore Delegato e Direttore Generale della società.  Per quanto riguarda la richiesta di risarcimento da 800 milioni avanzata dal Ministero dell’Ambiente per presunte violazioni della normativa ambientale, la società ha detto di ritenere la richiesta infondata. “Pertanto Autostrade per l’Italia, anche sulla base di concordi pareri rilasciati dai propri consulenti, ritiene infondata la richiesta risarcitoria e di conseguenza, in considerazione del rischio remoto, non ha ritenuto di dover eseguire alcun accantonamento in bilancio”.