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Atlanta riaccende la guerra delle Borse negli Usa

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Il risiko dei mercati finanziari accelera di nuovo in America e lo fa nel settore dei future. Dopo l’acquisizione del New York board of trade (Nybot), specializzato nelle soft commodity, effettuata lo scorso settembre per un miliardo di dollari, l’Intercontinental exchange (Ice) ha lanciato, a sorpresa, una nuova offerta. La piattaforma elettronica basata ad Atlanta, che controlla dal 2001 anche l’International petroleum exchange di Londra, ha offerto 9,9 miliardi di dollari per il Chicago board of trade (Cbot).


La mossa mira a mandare all’aria i piani di fusione già esistenti tra Cbot e Chicago mercantile exchange (Cme) i due mercati della capitale dell’Illinois, che stanno cercando di mettere fine a decenni di rivalità e dalla cui unione nascerebbe un colosso dei future dominante a livello globale. E’ proprio su questa preoccupazione che si concentrano le maggiori pressioni dell’amministratore delegato dell’Intercontinental exchange Jeff Sprecher: “Crediamo di essere in una posizione migliore nei confronti dei regolamentatori perché potremo creare competizione tra molte diverse asset class”. La risposta dai vertici del Cme non si è fatta attendere sulla questione, ma quello che gli analisti di mercati si attendono in questo momento è lo scatenarsi di una guerra al rialzo sul prezzo, come testimonia il balzo di oltre 13 punti percentuali delle azioni di Cbot holdings quotate a New York a cui hanno fatto da contrappasso i cali dei titoli di Ice (-3% circa) e Cme (-5%).

Separati in casa per lunghi anni, i due mercati di Chicago potrebbero però ragire all’offerta esterna stringendo i ranghi, con l’obiettivo di conservare alla Metropoli la leadership assoluta nel campo dei derivati. L’ad di Atlanta è disposto a fare ampie concessioni anche su questo versante, promettendo agli azionisti di Chicago il controllo dell’organizzazione, il mantenimento della sede della Borsa nella città senza cambiarne il nome e la prosecuzione dell’attività nel settore dei metalli, minacciata dal progetto di fusione con il Cme.


Un’eventuale successo dell’oerazione lanciata da Sprecher non avrebbe riflessi solo negli Stati Uniti d’America. Oltre al già citato controllo del Petroleum exchange londinese, potrebbe venire coinvolta anche la Borsa tedesca, alla ricerca di un partner dopo essere rimasta tagliata fuori nel risiko europeo che ha visto il Nyse principale protagonista. Gli analisti di mercato azzardano l’ipotesi di un possibile interessamento della piazza di Francoforte per un accordo con il Chicago mercantile exchange in caso di eventuale naufragio della fusione con il Cbot mentre il Nyse potrebbe mettere a segno un altro colpo da novanta avanzando un’offerta per il Chicago board of options exchange (Cboe), il principale mercato mondiale delle opzioni.