1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Mondo ›› 

Atene smentisce trattative nuovi aiuti, le Borse non se ne curano. Mediolanum in evidenza

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Mattinata frenetica sulle Borse europee. La Grecia smentisce le voci di trattative con l’Unione europea per sbloccare un pacchetto aggiuntivo di aiuti. Lo ha fatto un portavoce del governo, dopo le indiscrezioni che parlavano di un nuovo pacchetto di salvataggio da 60 miliardi di euro da discutere al consiglio dei ministri Ecofin di lunedì e approvare a giugno. Anche la Germania torna a fare la voce grossa. I salvataggi internazionali, compreso il sostegno finanziario concordato per la Grecia, non sono un pozzo senza fondo, ha tuonato il membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea, Juergen Stark alla Bayerische Rundfunk, una radio tedesca in un’intervista trasmessa questa mattina.


L’avviso di Stark alla Grecia arriva nel pieno della ripresa dei timori sul debito sovrano in Europa, mentre i mercati continuano a prefigurare una ristrutturazione del debito. Stark, che è capo economista presso la Bce, ha aggiunto che il piano di salvataggio e le misure di riforma del bilancio messe in atto per la Grecia da parte del Fondo monetario internazionale e dell’Unione Europea sono realistici e devono essere rispettati. “La ristrutturazione del debito greco non risolverebbe i problemi strutturali della Grecia che deve riformare il suo bilancio”, ha avvertito ancora Stark, che ha aggiunto che, “sebbene la Grecia sia fortemente indebitata e le misure di austerità potrebbero rivelarsi dolorose, il Paese non è insolvente”. Stark ha anche detto che le recenti misure di riforma adottate in Irlanda mostrano che c’è spazio per la fiducia e ha definito il piano di salvataggio per il Portogallo molto ambizioso, ma realistico.

I mercati non si curano della ridda di voci e contro ordini e continuano a scambiare in territorio positivo. Parigi sale dell’1,10, Francoforte dell’1%, Madrid dello 0,33%. A Milano il Ftse Mib segna un +0,54%. Sono i titoli bancari a tirare la volata in Europa: Bnp Paribas fa registrare un +1,87%, Credit Agricole +1,81%, Societè Generale +1,79% e Commerzbank +1,11%. Anche a Milano il copione si ripete: le banche che avevano aperto male a Piazza Affari riprendono quota e si distinguono sul Ftse Mib. In particolare Unicredit guadagna l’1,17%, Bpm lo 0,81%, Mps lo 0,5%, Banco Popolare lo 0,41% e Intesa Sanpaolo lo 0,29%. Spicca anche Mediolanum in progresso dell’1,77% a 3,914 euro in scia alle indiscrezioni, riportate da Il Messaggero, secondo cui Julius Baer avrebbe avanzato un’offerta di 200 milioni di euro per il 50% di Banca Esperia detenuto dal gruppo guidato da Ennio Doris.


Dal gruppo smentiscono di aver appeso il cartello vendesi alla quota di Banca Esperia. Da Mediolanum viene comunque confermato l’interesse per la quota detenuta in Banca Esperia da parte di Julius Baer come di altri operatori. Banca Esperia è una banca attiva nel private banking controllata pariteticamente da Mediolanum e da Mediobanca. “L’offerta è sostanzialmente in linea con la nostra valutazione di Esperia di circa 190 milioni, che a fine 2010 aveva masse gestite complessive per 12,8 miliardi di euro”, è il commento di Intermonte raccolto da Finanza.com. Mediolanum ha tuttavia sempre smentito l’intenzione di cedere l’asset su cui, tra l’altro, Mediobanca vanta un diritto di prelazione. “Mediobanca ha un diritto di prelazione in caso di vendita e crediamo che la “fuga di notizie” abbia proprio l’obiettivo di lanciare un messaggio a Mediobanca riguardo il prezzo a cui Mediolanum sarebbe disposta a vendere la quota”, commentano gli analisti di Equita, secondo cui “non è possibile una convivenza Mediobanca-Julius Baer”.


Dando un’occhiata agli aspetti numerici, alla sim milanese segnalano che “Banca Esperia ha un patrimonio netto di 114 milioni di euro, ha chiuso il 2010 con 1,4 milioni di utile netto e ha 12 miliardi di masse gestite. Ipotizzando che grazie al rilancio in atto possa arrivare a 15 milioni di euro di utile netto – sul picco ne realizzò 27 milioni, ma con un forte contributo delle performance fee degli hedge fund, la valutazione di 400 milioni di euro ci sembra elevata, essendo pari a 26 volte gli utili”. “Mediolanum realizzerebbe circa 150 milioni di euro di plusvalenza, cedendo un asset che di fatto il mercato non considera e quindi sarebbe un’ottima operazione, che avrebbe un impatto di 20 centesimi sul titolo. Per Mediobanca sarebbe un deal sensato da un punto di vista strategico”, concludono.

Micaela Osella e Alberto Bolis