AstraZeneca rifiuta ancora l’offerta di Pfizer, il titolo crolla

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Per la terza volta la britannica AstraZeneca respinge l’offerta rivista al rialzo dell’americana Pfizer, mettendo la parola fine al progetto di fusione che avrebbe creato il maggior gruppo farmaceutico al mondo. Dopo un fine settimana di discussioni e conference call tra le due sponde dell’Atlantico, il consiglio di amministrazione di AstraZeneca ha rifiutato di accettare la proposta di Pfizer perché ritenuta ancora troppo bassa e non adeguata per il reale valore della società. 
Venerdì sera Pfizer aveva annunciato il suo ultimo tentativo di conquista rilanciando a 55 sterline per azione (24,76 sterline in denaro e 1,747 azioni di Pfizer), per un valore complessivo di 69,4 miliardi di sterline, vale a dire 85 miliardi di euro. Un prezzo che rappresenta un premio del 45% rispetto al prezzo di chiusura di AstraZeneca dello scorso 17 aprile, quando non era ancora scattata la speculazione del mercato sul progetto di fusione. La proposta si confronta con le 50 sterline ad azione (nello specifico 1,845 azioni di nuova emissione e 1.598 pence in contanti), per un valore complessivo di 63,1 miliardi di sterline, vale a dire 77 miliardi di euro, messi sul piatto dal gruppo americano del Viagra lo scorso 2 maggio.
Tuttavia l’offerta, definita l’ultima da Pfizer, non è andata a buon fine. “Abbiamo respinto la proposta finale di Pfizer perché è inadeguata – si legge nella nota diffusa questa mattina dal gruppo britannico – e perché rappresenta un rischio significativo per gli azionisti, nonché con potenziali serie ripercussioni sulla società, sui propri dipendenti e sul settore scientifico in Gran Bretagna, Svezia e Stati Uniti”. 
La reazione sul mercato è stata immediata. Appena avviate le contrattazioni sulla Borsa di Londra il titolo AstraZeneca è precipitato. La sua caduta prosegue con un tonfo di circa 13 punti percentuali.
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