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Aste titoli di stato, tensioni politiche portano rendimento decennale ai massimi da giugno

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Il Tesoro italiano ha emesso questa mattina BTP per 6 miliardi di euro, equamente ripartiti sulle scadenze a 5 e 10 anni. Il rendimento sul decennale si è portato al 4,5% (dal precedente 4,46%), mentre il titolo più a breve ha registrato un rendimento invariato rispetto a un mese fa (al 3,38%). In termini assoluti la domanda è rimasta stabile sul titolo a 5 anni, mentre sul decennale si è assistito a una timida crescita (circa 300 mln euro), spiegabile solo con il rialzo del tasso, che si è portato al massimo da giugno.

L’asta è stata veramente deludente. Facciamo fatica a trovare elementi positivi oggi. I rendimenti sul titolo benchmark (10yrs) sono saliti inaspettatamente rispetto all’emissione precedente, dato che questa mattina il decennale viaggiava al 4,40%. In soli due giorni sono stati vanificati i benefici derivanti dal rinvio del tapering della Federal Reserve. Mercoledì, infatti, il titolo a 10 anni ha chiuso la seduta al 4,22%.

Se paragoniamo l’esito odierno con quelli recenti di paesi “periferici” dell’eurozona, possiamo notare come l’Italia abbia avuto nel corso delle ultime 5 settimane una performance decisamente peggiore. Le continue tensioni politiche sono tra le cause principali di tale andamento. E non andrà meglio nel prossimo mese, quando altre importanti decisioni dovrebbero essere prese con il governo che rimane indebolito da una grande coalizione troppo poco unita sulle scelte che il governo deve affrontare. In questo periodo il mercato governativo riflette tutte le incertezze su un Paese che fa fatica a raggiungere la stabilità politica in un momento in cui l’Europa sembra iniziare a lanciare timidi segnali di ripresa.

VINCENZO LONGO
Market Strategist IG