Astaldi-Impregilo connubio possibile, ma solo per il management

Inviato da Marco Barlassina il Mer, 04/04/2007 - 15:09
Quotazione: IMPREGILO
Quotazione: ASTALDI

Un matrimonio che s'ha da fare. E' questa l'opinione di Vittorio di Paola, vicepresidente esecutivo di Astaldi su una possibile fusione con Impregilo. Di Paola, intervenuto oggi a Milano alla presentazione del piano industriale 2007-2011 della compagnia, si è soffermato sulle potenzialità di uno scenario di fusione, ribadendo il suo giudizio positivo e lasciando intendere che ora la palla sia passata definitivamente agli azionisti.

"Sia Astaldi che Impregilo - ha detto - sono competitive così come sono, sia in Italia che all'estero, non hanno necessità di mettersi insieme per fare cose buone" ma "sicuramente sono due realtà che potrebbero mettersi insieme con positività, perché abbastanza sinergiche". Nelle parole di Di Paola sono emerse però anche considerazioni relative alla ridefinizione delle priorità della spesa pubblica e alla decurtazione delle risorse finanziarie destinate a investimenti in infrastrutture che hanno già portato alla revoca della concessione sull'Alta Velocità/Capacità Verona Padova. "Noi ci aspettiamo in Italia nei prossimi anni qualche rallentamento - ha spiegato - però il settore estero è diventato maggiormente strategico e all'estero essere più grandi aggiunge competitività. Un'aggregazione sarebbe un fatto positivo per il Paese, che avrebbe un'azienda tra le prime 10 in Europa. Sarebbe positivo anche per il settore perché costringerebbe le altre aziende a riposizionarsi più in alto. E poi si avrebbe un general contractor più slegato dalla politica". Insomma, tanti buoni motivi perché l'aggregazione si faccia. Ma "questa è l'opinione del management", ha chiarito ancora Di Paola. "Alberto Lina (l'a.d. di Impregilo, ndr) dice più o meno le stesse cose, ma adesso il protagonista è l'azionariato, non siamo più noi". Affermazioni solo un poco più approfondite a margine della conferenza: "Gli azionisti non si sono mai parlati - ha detto Di Paola ai  giornalisti - è un discorso ancora da intraprendere, quindi non possiamo dirci né ottimisti né pessimisti".

Di Paola ha inoltre fornito aggiornamenti sullo stato delle azioni intraprese in conseguenza della revoca della concessione sulla Tav: "Abbiamo avviato un arbitrato per rescissione del contratto in danno di Astaldi - ha spiegato - siamo confidenti che ci saranno risarcimenti adeguati ai danni. Non siamo in un Paese del terzo mondo, se si firma un contratto poi si rispetta. Il risarcimento che avremo non sarà solo per le spese vive. Non abbiamo ancora chiesto nulla perché il nostro arbitro si è appena insediato. Se voi fate due conti, se applicassimo all'80% del valore complessivo, un 10% di mancati utili avremo una cifra importante". Quella che per Astaldi potrebbe comunque chiudersi nei prossimi mesi, rischia però di essere una partita con risvolti molto più pericolosi per l'Italia. E' ancora Di Paola a sottolineare i possibili danni per il Paese, dalla perdita dei finanziamenti europei, al rischio che il corridoio 5 (l'asse ferroviario est-ovest transeuropeo) venga costruito più a nord.

Nel piano 2007-2011 di Astaldi e' prevista una crescita del payout al 30%. Per il bilancio 2006 la societa' distribuira' un dividendo di 8,5 centesimi di euro per azione (come l'anno precedente) per un importo complessivo di 8,3 milioni. Confermata l'attesa di un utile netto di oltre 80 milioni al 2011.

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