Asta Btp non convince il mercato. Milano in rosso, torna ad allargarsi spread Btp/Bund

Inviato da Redazione il Gio, 14/07/2011 - 12:32
Rendimenti dei Btp a 15 anni schizzati a massimi dall'introduzione dell'euro. E' il principale responso dell'asta odierna sui titoli di Stato che ha causato un netto cambio di umore per Piazza Affari e un parallelo indebolimento dell'euro. Dopo le turbolenze dei primi giorni della settimana, è così tornato ad allargarsi il differenziale di rendimento (spread) tra il Btp italiano a dieci anni e il suo corrispettivo tedesco (Bund), tornato sopra la soglia dei 300 punti base.

Oggi il Tesoro italiano ha collocato Buoni del Tesoro Poliennali (Btp) con scadenza a 5 anni per 1,716 miliardi di euro. Il Btp con scadenza 2026 ha registrato un rendimento del 4,93%, in salita dal 3,9% dell'asta precedente e sui massimi dal giugno 2008. La domanda è stata pari a 1,931 volte l'offerta. rispetto agli 1,25 miliardi offerti. Collocati anche Btp con scadenza a 5 anni per 1,716 miliardi di euro. Il Btp con scadenza 2026 ha registrato un rendimento del 4,93%, in salita dal 3,9% dell'asta precedente e sui massimi dal giugno 2008. La domanda è stata pari a 1,931 volte l'offerta. rispetto agli 1,25 miliardi offerti.

Repentina la reazione degli indici milanesi passati in negativo e che alle 12.30 risultano sui minimi di giornata a quota 18.587 punti (-1,40%). netta inversione di rotta soprattutto per i bancari con Intesa Sanpaolo che cede oltre 3 punti percentuali e Unicredit l'1,21%. Si mantiene in positivo Fiat Industrial (+2%) su cui oggi Goldman Sachs ha avviato la copertura con rating buy.

Intanto oggi prosegue a ritmi serrati la discussione al Senato sulla manovra con l'approvazione del testo finale che dovrebbe arrivare verso le 13 per poi passare nel pomeriggio alla Camera. Ieri sulla manovra è arrivato il commento positivo di Fitch. L'agenzia di rating ritiene che il forte aumento dei rendimenti dei titoli di stato italiani è stato frutto principalmente di una crisi di fiducia e non di un indebolimento dei fondamentali di credito.
 
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