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Asta Btp in chiaroscuro. Rendimenti in salita, debole domanda per decennali

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Rendimenti in ascesa, come da attese, nell’asta odierna di Btp. Buona tenuta della domanda con il collocamento di titoli governativi per complessivi 5,423 miliardi di euro, vicino al top del range fissato che era tra un minimo di 3,75 e un massimo di 5,5 miliardi di euro. Collocati Btp a 10 anni per 2,923 miliardi (range previsto era tra 2 e 3 miliardi) al rendimento medio del 6,19%, in salita dal 6,03% dell’asta di titoli di analoga durata tenuta lo scorso 30 maggio. Rendimento di assegnazione dei decennali che si attesta sui nuovi massimi dallo scorso dicembre. Il titolo quinquennale è stato invece allocato per 2,5 miliardi (1,75-2,5 miliardi era il range) con rendimento del 5,84% dal 5,66% di un mese fa. 

Cresce domanda per scadenza più breve
Le richieste hanno superato il quantitativo offerto di 1,283 volte per i titoli decennali, in calo dall’1,4 precedente, mentre per i titoli a 5 anni il bid-to-cover è invece salito a 1,541 dall’1,35 precedente.  Maggiore domanda verso i titoli a minore durata dovuto al minore ammontare offerto e anche all’ulteriore appiattimento della curva dei tassi nell’ultimo mese che ha spinto gli investitori a puntare maggiormente sul quinquennale che rende solo lo 0,35% lordo in meno rispetto a quello a doppia durata. Stamattina sul mercato secondario il rendimento del quinquennale si era spinto fino a un soffio da quota 6%. Dopo l’asta il rendimento sul secondario del Btp a 5 anni si è attestato al 5,9% e quelle del decennale al 6,22%.

Ieri il Tesoro aveva collocato Bot a 6 mesi per 9 miliardi di euro al rendimento medio sfiorare il 3%, anche in questo caso sui massimi dallo scorso dicembre, mentre martedì era stato il turno di Ctz e Btpei per complessivi 3,9 mld di euro.

Il Ministero dell’Economia ha comunicato che nel terzo trimestre saranno emessi Ctz 2014 e Btp 2015 per almeno nove miliardi ciascuno e Btp 2022 per minimi 12 miliardi. Saranno inoltre offerte ulteriori tranche di Btp 2017, 2022 e Ctz 2014. Il Tesoro si riserva comunque la facoltà di offrire ulteriori tranche di titoli a medio e lungo termine, nominali – a tasso fisso e variabile (CCTeu) – e indicizzati all’inflazione, ivi inclusi i titoli non più in corso di emissione, per assicurare l’efficienza del mercato secondario.

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