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Asta Btp fa il pieno. Rendimento del triennale sotto il 2%, segnali di cedimento della domanda

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Dopo il collocamento al rendimento minimo storico dei Bot annuali,

anche l’asta di titoli a medio-lungo termine conferma il calo generalizzato del
costo di finanziamento del debito per l’Italia. Collocati complessivamente bond
per 8 miliardi di euro con il Btp triennale assegnato al rendimento minimo da
gennaio sotto la soglia del 2%. Poco sopra il 4% invece il rendimento del Btp a
13 anni.

Rendimento
allocazione Btp triennale scende all’1,92%, minimo da gennaio

Il Tesoro ha piazzato nell’asta odierna Btp e Ccteu per 8 mld, al massimo della
forchetta prevista che era tra 5,25 e 8 mld. Nel dettaglio il Tesoro italiano
ha allocato il Btp triennale con scadenza maggio 2016 per 3,5 miliardi di euro,
al top della forchetta prevista che era tra 2,5 e 3,5 mld. Il rendimento di
assegnazione è stato dell’1,92%, in calo dal 2,29% dell’asta precedente del Btp
triennale tenuta il mese scorso. Allocati anche Btp a lunga scadenza (2026) per
1,5 mld di euro (range era 0,75-1,5 mld) al rendimento del 4,07% dal 4,55%
della precedente asta del Btp con analoga durata tenuta a febbraio. Il rapporto
di copertura (bid-to-cover)
è stato di 1,34 per il triennale dall’1,403 di
aprile e di 1,49 per il Btp 2026.
L’asta odierna ha visto anche l’assegnazione di Ccteu con
scadenza novembre 2018
per complessivi 3 mld di euro (range offerta era 2-3
mld) al rendimento del 2,44% con bid-to-cover di 1,35.

Discesa rendimenti
incomincia a incidere sulla domanda

Come già visto nell’asta Bot di venerdì che ha evidenziato un rapporto di
copertura di solo 1,16 volte, a fronte di rendimenti decisamente più risicati
rispetto al recente passato si sta assistendo a una domanda meno sostenuta. “Tutto
sommato l’asta non è stata eccezionale visto il calo generalizzato della
domanda”, commenta Vincenzo Longo, market strategist di IG, sottolineando come “man
mano che i rendimenti scendono sempre meno investitori sono disposti ad
assumersi il rischio di investire sul debito italiano”. “Arriveremo a un punto –
prosegue Longo – in cui gli investitori non saranno disposti più a comprare
Italia al di sotto di determinate soglie di rendimento e lì avremo forse la
reale percezione di rischio sul nostro Paese”.

Spread sale a 260 pb, prossime aste a fine mese
Moderata la reazione sul mercato secondario con lo spread Btp/Bund che si è
lievemente allargato in area 260 punti base e il rendimento del Btp decennale
che si è portato al 3,95%, sui massimi di maggio.
Le prossime aste italiane sono in agenda nell’ultima settimana di maggio con il
consueto trittico di fine mese. Dal 28 al 30 maggio si susseguiranno l’asta di
CTZ e BTP€i, quella di Bot semestrali per finire il 30 con l’asta di Btp a
medio-lungo termine
.