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Asta Bot vede rendimenti risalire ai massimi da fine 2012, tiene la domanda

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Niente sorprese dall’asta Bot con rendimenti in aumento rispetto a un mese fa e domanda abbastanza sostenuta. Si tratta della prima asta dopo il downgrade decretato venerdì scorso da Fitch sul Belpaese con merito di credito a lungo termine sceso a “BBB+” con outlook ancora negativo in seguito alla crescente incertezza politica causata dall’esito delle elezioni del 24-25 febbraio. Domani test più impegnativo con in collocamento titoli a media-lunga scadenza per massimi 7,25 miliardi di euro.

Domanda più sostenuta rispetto a un mese fa
Il Tesoro ha collocato oggi Bot a 12 mesi per complessivi 7,75 miliardi di euro. I Bot annuali sono stati allocati al rendimento medio dell’1,28% che si confronta con l’1,094% fatto segnare nell’asta di titoli di analoga durata tenuta lo scorso mese. Si tratta del rendimento massimo dal dicembre 2012. Le richieste hanno superato il quantitativo offerto di 1,5 volte, più sostenute rispetto al bid-to-cover di 1,38 fatto registrare nell’asta di febbraio quando è stato offerto un quantitativo maggiore di Bot (8,5 mld). 
In seguito all’assenza di specifiche esigenze di cassa, il Tesoro non ha offerto neanche questo mese il Bot trimestrale. Il 14 marzo scadranno Bot per 8,68 miliardi, tutti relativi al titolo annuale.

Spread non reagisce, domani è il turno di Btp e Ccteu
Moderata la reazione dei mercati con Piazza Affari che prosegue in rialzo (+0,38% il Ftse Mib) e lo spread Btp/Bund che si mantiene in lieve calo rispetto ai livelli della vigilia a quota 312 punti base. Il rendimento del decennale italiano risulta del 4,61%, 10 punti base inferiore a quello spagnolo dopo che nelle ultime settimane il divario tra Spagna e Italia si è progressivamente ristretto in seguito all’incertezza politica che ha penalizzato l’Italia. “Ci aspettiamo che nelle prossime settimane i titoli italiani possano tornare ad avere un rendimento più elevato dei corrispettivi spagnoli, ripristinando la situazione preesistente prima di marzo 2012”, commenta oggi Vincenzo Longo, market strategist di IG. “Vista l’incertezza politica – aggiunge Longo – Roma potrebbe pagare il prezzo più caro. A poco servirà in questa fase il paracadute dell’Omt, dato che i rendimenti dovrebbero essere notevolmente più alti prima che si possa richiedere l’attivazione del piano della Bce”.
Subito un nuovo test circa l’umore degli investitori nei confronti del Belpaese è previsto domani con il Tesoro che offrirà Btp 2015 per 2,5-3,5 miliardi di euro, Btp 2028 per 1,5-2 miliardi e Ccteu 2017 e 2018 per 1-1,75 miliardi.

In calo invece i rendimenti nell’asta spagnola
Sempre oggi si è tenuta un’asta spagnola su titoli a breve scadenza con rendimenti in calo rispetto a un mese fa. Il Tesoro spagnolo ha collocato complessivamente titoli a 6 e 12 mesi per 5,83 miliardi di euro. Nel dettaglio sono stati piazzati titoli a 12 mesi per 3,85 miliardi di euro a un rendimento medio dell’1,363% dall’1,548% dell’asta di titoli con analoga durata tenuta il mese scorso. Allocati anche titoli a 6 mesi per 1,98 miliardi di euro con rendimento medio dello 0,794% dallo 0,859% precedente. Il bid to cover è stato pari a 1,9 per i titoli a 12 mesi (dal 2 dell’asta di febbraio) e di 3,2 per quelli a 6 mesi dal 2,9 precedente.