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Asta Bot non convince con domanda debole, rendimento balza sopra l’1%

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L’asta Bot ha confermato l’aumento del costo di finanziamento del debito per l’Italia. Così come ieri per il Ctz biennale, il tasso di assegnazione è praticamente raddoppiato con il tasso di assegnazione del titolo a sei mesi tornato sopra la soglia dell’1%, sui massimi da febbraio. Pesa l’aumento generalizzato dei rendimenti governativi a livello globale in seguito alla conferma da parte della Fed dell’intenzione di avviare l’exit strategy dalle misure di allentamento quantitativo. Domani ultimo test della tre giorni di aste con l’impegnativo collocamento di Btp a medio-lungo termine.

Rendimento Bot 6 mesi torna sopra soglia dell’1%, delude la domanda
Rendimenti di assegnazione dei Bot semestrali quasi raddoppiati nell’asta odierna con domanda più debole rispetto an mese fa. Il Tesoro italiano ha collocato Buoni ordinari del Tesoro (Bot) semestrali per 8 miliardi di euro. Il rendimento medio di assegnazione è salito ai massimi dal febbraio scorso attestandosi all’1,053% rispetto allo 0,538% dell’asta di titoli con analoga durata tenuta a maggio. I titoli sono stati assegnati a 99,459. Debole la domanda nonostante i rendimenti più allettanti rispetto a un mese fa. Il tasso di copertura (bid to cover) è stato infatti pari a 1,36 volte il quantitativo offerto, contro le 1,58 volte dell’asta precedente.
“La domanda ha deluso un po’ – commenta Vincenzo Longo, market strategist di IG – Probabilmente qualcuno ha preferito spostarsi sul titolo a 2 anni. Questo spiegherebbe anche la forte richiesta accolta ieri sul Ctz. Se fosse così il Tesoro avrebbe raggiunto il suo intento di far spostare gli operatori verso la parte più lunga della curva per scadenze, aumentando la duration del debito italiano“.

Spread torna sotto quota 300 pb, domani asta Btp 
Moderata la reazione sui mercati con Piazza Affari che si mantiene in territorio decisamente positivo (+1,42% per il Ftse Mib), mentre sull’obbligazionario il rendimento del Btp decennale viaggia al 4,74% con spread Btp/Bund che questa mattina è tornato sotto quota 300 punti base dai 310 toccati alla vigilia (massimi dal 12 aprile).

Domani l’ultima asta di giugno vedrà l’offerta di Btp a 5 anni e Btp decennali per 2-2,5 miliardi di euro ciascuno. Il quinquennale presenta una cedola annua del 3,5% mentre il titolo a 10 anni il 4,5%.